Consultazioni: il M5S vuole il governo

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L’incontro tra Bersani e il Movimento 5 Stelle nella Sala del Cavaliere di Montecitorio, non ha portato grosse novità nel panorama politico italiano. L’unica novità è la diretta in streaming sulla webtv della Camera dei deputati. Al tavolo siedono Pier Luigi Bersani e i due capigruppo “grillini”, Crimi e Lombardi.

Queste le parole in sintesi di Bersani:

[…] governo sì, governabilità ok, ma senza cambiamento non ci può essere governo. Voi di questo cambiamento siete protagonisti, ma non siete esclusivi protagonisti. La mia forza sente questa esigenza, io non farò governi che abbiano davanti l’impossibilità di cambiamento. […] Alle forze che vogliono avere più autonomia chiedo di non impedire questo percorso.

No ad un patto con il PDL:

C’è un aspettativa di governassimo, ma io dico ‘non esiste’, […] non per preclusione verso la destra, che la pensa diversamente da me ma è in tutta Europa, ma perchè metteremmo un coperchio politicista su una pentola che chiede cambiamento: finiremmo per bloccarci reciprocamente. Questo non si farà. […] C’è da dare un governo a questo Paese. Questa è un’esigenza conclamata. […] Solo un insano di mente potrebbe avere la fregola di governare in questo momento. Sia chiaro: io sono pronto a prendermi una responsabilità enorme. Chiedo a ciascuno di prendersene un pezzettino.

Risposta di Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera del M5S:

Sono venti anni che sentiamo queste parole. Mentre parlava mi sembrava di sentire una puntata di Ballarò. Sono venti anni che voto e che sento parlare delle stesse cose e non vengono mai realizzate. […] Lei diceva che solo un insano di mente può avere la fregola di voler governare il Paese; ebbene, noi noi siamo quegli insani di mente perchè abbiamo un progetto per il Paese. Noi siamo disposti a prenderci la responsbilità, a riprenderci la sovranità, a riprenderci il nostro Paese.

La replica poi di Vito Crimi a Pier Luigi Bersani.

Nonostante quello che si dice sul nostro dibattito, il messaggio che riceviamo unanime da nostri elettori non è quello della ‘responsabilità’, ma di non dare fiducia in bianco.

Vogliamo le prove, non ce la sentiamo di fidarci. Voteremo i singoli provvedimenti, molti condivisibili. Ma la fiducia è qualcosa che si dà in bianco. Ci sentiamo di dover respingere sull’assunzione di responsabilità per l’impegno di governo: noi siamo il risultato di questi ultimi 20 anni, non siamo la causa. Siamo il risultato di una legge elettorale.

Poi la replica di Bersani:

Io vi rispetto, sia chiaro: io considero la vostra posizione. Io non la penso allo stesso modo: anche io ho vissuto questi ultimi 20 anni. Qualche anno ho anche governato: ma non siamo tutti uguali. Io dico: adesso si può, se si vuole. Capisco e rispetto, prendo atto della vostra posizione. La fiducia si dà e si toglie, in Parlamento: e c’è anche il modo di non darla consentendo di governare. Il ragionamento che lei faceva, Crimi, “noi siamo il risultato di quanto successo” lo capisco. Voi avete parlato col Capo dello Stato e avete. Qui, purtroppo non è Ballarò: qui è ‘na roba seria. I prossimi mesi sono ‘na roba seria: qua non è Ballarò, è ‘na roba seria i prossimi mesi. Ho detto e ribadisco: un governo senza cambiamento io non lo faccio. Non ci sarà una cosa del tipo: abbiamo scherzato, io danni al mio Paese non lo faccio. In quello che farò o non farò, magari a nostro modo, staremo dalla parte del cambiamento.

La risposta di Crimi:
Un’occasione unica, questa: qui ci sono tre blocchi, è una situazione che non permette a nessuno di imporre una linea politica sulle altre. Si può evitare azioni come quelle del passato. Qui si può ottenere un grande risultato perché su ogni fronte si dovrà discutere.

Bersani controbatte:

Posso anche accettare che il tutto nasca da un sistema elettorale che non è proporzionale e non è maggioritario. Parlate al futuro: dite farete, faremo… Qui il problema è che non c’è uno che ci pensa. Se la soluzione è appoggio esterno o chissà cosa, se ne parla col Capo dello Stato

Crimi:

Abbiamo visto al Senato, con Grasso abbiamo fatto partire il Senato. Adesso si sta andando a rilento con le commissioni, che sarebbero figlie del Governo. Magari facciamo attivare le commissioni parlamentari. la lentezza parlamentare è esasperante

Bersani:

Ok, ma non è che dobbiamo aspettare qua dei mesi: in 48 ore si decide. Si può anche fare un regime parlamentare. Io non sto qua. Io dalla vita ho avuto tutto quello che dovevo avere, non sono ambizioso. Io ritengo la cosa realistica, quello che propone. Qui si passa dal “faremo” all’”avremmo potuto fare”: vedo realistico il mio piano. Vedo che anche il noviziato lo stato superando bene. Ora siete una grande forza di questo Paese

La parola passa a Enrico Letta:

Ora qui si deve trovare una sintesi mescolando le posizioni, perché sulle singole posizioni la maggioranza non c’è mai. La commissione per il pagamento alle imprese è partita. Sulle cose e sulle fiducie si devono mescolare i voti, se no il Parlamento davvero si blocca

Le ultime parole di Crimi:

Noi non abbiamo nessuna remora a proporci come forza in grado di formare un governo che può essere condiviso dalle altre forze politiche. Se Napolitano pensa che possa esserci un governo a 5 stelle, partendo da quei 20 punti, noi siamo pronti. Appoggio esterno o uscita dall’aula? Appoggio esterno non so in che termini si possa intendere, se il Pd fa il cambiamento e una serie di cose ha comunicato sul sociale, lavoro, piccola impresa, noi siamo pronti a dare il nostro appoggio. Chiamiamolo come vogliamo. La decisione per il Senato è quella di votare no ad un Governo al Senato

Lombardi:

Se appoggio esterno significa votare la fiducia senza entrare nel governo, allora è no. Entrata nel governo? La posizione è sempre quella, no.

Lo slogan finale è e rimane questo: O governo 5 stelle o governo 5 stelle

Non si vede una via d’uscita, Bersani avrà contro sia il Movimento 5 Stelle che Silvio Berlusconi con il suo PDL che secondo i sondaggi sta riprendendo sempre più terreno. L’unica soluzione sarebbe stata a parer nostro, Matteo Renzi, forse con lui il PD avrebbe preso la maggioranza assoluta e forse Berlusconi non si sarebbe nemmeno candidato. Detto questo non ci resta che attendere.

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