Delitto Yara: conferme sul DNA del killer

Il Dna trovato sul corpo di Yara Gambirasio non è contaminato e apparterrebbe quindi al suo assassino. Lo riporta L’Eco di Bergamo, che ha comunicato l’esito degli accertamenti effettuati dai laboratori della Polizia Scientifica di Roma. Le analisi erano state richieste dal consulente della famiglia Gambirasio per eslcudere l’ipotesi contaminazione, che se confermata avrebbe riportato le indagini ad una fase embrionale.

Il risultato delle analisi ha inoltre escluso i tre medici dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Milano, facenti parte dell’équipe incaricata dell’autopsia, abbiano potuto, seppure involontariamente, contaminare i reperti. Ora che i dubbi sull’integrità del Dna sono stati chiariti, si svolgerà regolarmente l’udienza in cui si dovrà decidere la richiesta di archiviazione per Mohammed Fikri, considerato in un primo momento il sospettato numero uno e poi scarcerato per mancanza di prove. Tale udienza era stata rinviata al 4 ottobre proprio in attesa del responso delle analisi.

Yara era scomparsa nel novembre 2010 ed era stata ritrovata morta a pochi chilometri da casa, nel bergamasco, qualche mese dopo.

Commenti

commenti