Caso Fiorito: spunta emendamento anti corruzione. E le regioni tagliano 300 consiglieri

“Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che avendo ottenuto per ragioni del proprio ufficio o servizio contributi pubblici o altre erogazioni dello stesso tipo comunque denominate, destinati allo svolgimento della propria attività, li utilizza indebitamente per finalità diverse o se ne appropria, è punito con la reclusione da due a sei anni». Recita così l’emendamento al ddl anti corruzione presentato dal Pdl con l’obiettivo di colpire amministratori decisamente poco virtuosi come Franco Fiorito, già ribattezzato “er batman”. Carcere, quindi, per le spese indebite.

Il testo dovrebbe avere un iter particolarmente rapido, come auspicato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, anche se il solito ritornello “è l’Europa che ce lo chiede” suona di già sentito. Sull’opportunità di accelerarne l’approvazione si dicono d’accordo anche Pd e il Presidente della Cassazione Ernesto Lupo, che a margine di un’audizione in Commissione Giustizia, ha giudicato fin troppo evidente la necessità di una nuova legge in proposito.

Urgente anche il taglio della spesa pubblica. Dopo il Laziogate e le indiscrezioni su alcune Regioni a rischio default, a Palazzo Chigi arriva la proposta dei Presidenti regionali: il taglio di 300 consiglieri in tutta Italia. Lo ha annunciato il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. La strada suggerita e auspicata è quella del decreto legge, il quale dovrebbe fondarsi su tre principi cardine: riduzione netta e significativa dei costi della politica; trasparenza su spese e costi di gestione; controllo di tutte quelle spese connesse ai costi della politica attualmente non monitorate. A livello individuale, è andato oltre Nichi Vendola, che ha annunciato l’intenzione di tagliarsi lo stipendio di 50 mila euro.

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