IMU stangata su seconde case, uffici, negozi e capannoni

In questi giorni si decide il livello delle aliquote d’imposta da applicare localmente, è in arrivo la stangata su seconde case, uffici, negozi e capannoni, con l’aumento del prelievo ordinario da parte dell’80% delle città. Sulle case affittate o sfitte l’aliquota media sfiora l’1%.

Molte amministrazioni hanno già le idee molto chiare sull’IMU e molte decideranno nei prossimi giorni.

Il Sole-24 Ore oggi in edicola ha realizzato un’inchiesta, con un campione di oltre 80 capoluoghi di provincia, per far luce sulla situazione delle aliquote IMU nelle principali città italiane. Il quadro è ancora più nero di ogni più nera previsione.

Le ipotesi più che reali sono di fatto queste:
8 città su 10 vorrebbero alzare il livello base della nuova imposta municipale sugli immobili, nessuna pensa di abbassarlo.

L’aliquota media arriva allo 0.95%, rispetto allo 0.76% di partenza fissato come valore base nazionale dal decreto salva-Italia, in pratica viste le problematiche economiche serie dei Comuni, stanno cercando di ottenere dall’Imu le risorse mancanti.

Le uniche buone notizie arrivano per l’abitazione principale dove il 40% delle città aumenta il prelievo fiscale ma solo di un 0.04%, fermandosi a 0.44 contro il 0.40 di base. La stangata invece è sulle seconde case sfitte e affittate dove si sfiora l’1% contro il 0.76% di base.

Sullo stesso livello negozi, uffici, capannoni, gli sconti previsti sono relativamente pochi e con un rage ridotto. Alcuni comuni stanno pensando di realizzare degli sconti per le case date in prestito ai parenti, o riguardo i negozi per l’avvio di attività oppure per le iniziative dei giovani.

fonte: Il Sole 24 ORE
foto: homeonline.it

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