Intercettazioni, Quirinale: “Napolitano non è ricattabile”

Roma- Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, reagisce con rabbia alle indiscrezioni pubblicate sul settimanale Panorama riguardo alle telefonate con l’ex ministro dell’Interno e vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Nicola Mancino intercettate dalla procura di Palermo.

Tali intercettazioni si riferiscono all’inchiesta sulle presunte trattative tra Stato e mafia negli anni delle stragi. In prima fila Rita Borsellino chiese la verità a qualunque costo. Anche i partiti Pdl e Udc chiedono di “accellerare sulle intercettazioni”.

A fianco del Presidente della Repubblica si schierano invece il guardasigilli Paola Severino, che fin dall’inizio ha auspicato la segretezza delle intercettazioni del Colle. Anche il ministro Cancellieri si dice indignata per la “manovra giornalistica”.

Il “caso Quirinale” è scoppiato in seguito alla pubblicazione da parte del settimanale Panorama di una ricostruzione, sulla cui attendibilità non c’è conferma, fatta dai giornalisti del settimanale berlusconiano in rapporto con fonti probabilmente della stessa Procura, dove si attribuiscono al capo dello Stato frasi su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo. Una fitta trama politica dunque, che viene ben riassunta nel titolo del reportage, “Ricatto al Presidente”.

Notizie con poca attendibilità, che hanno però provocato un terremoto politico già in atto, in questa delicata situazione di crisi economica e non solo.

La nota del Quirinale cerca di stemperare gli animi: “Risibile è la pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter “ricattare” il Capo dello Stato”, in modo tale da respingere “ogni torbida manovra destabilizzante”.

Prosegue: “Alle tante manipolazioni si aggiungono così autentici falsi”. “La “campagna di insinuazioni e sospetti” nei confronti di Napolitano “ha raggiunto un nuovo apice”, sostiene ancora il Colle.

“Il Presidente, che non ha nulla da nascondere ma valori di libertà e regole di garanzia da far valere, ha chiesto alla Corte costituzionale di pronunciarsi in termini di principio sul tema di possibili intercettazioni dirette o indirette di suoi colloqui telefonici, e ne attende serenamente la pronuncia”, precisa infine il comunicato del Quirinale.

Tuttavia il direttore di Panorama, Mulè, rende noto che “La nota del Quirinale” darebbe ragione all’articolo pubblicato.

Fonte: Ansa.it

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