Fabio Perletti
18 agosto 2012

L’esercito dichiara guerra a tatuaggi e piercing

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L’Esercito dichiara guerra ad un “nemico” interno: tatuaggi e piercing. In una bozza la direttiva, non ancora diramata, intende vietare tattoo osceni e razzisti e tutti i piercing sul corpo. Il divieto è in una direttiva inviata il 26 luglio scorso ai comandanti di reparto in tutta Italia e annuncia che per chi vuole fare il soldato o l’ufficiale, saranno proibiti tattoo in parti visibili del corpo. Insomma, d’ora in poi, su braccia e gambe dei militari, nemmeno la fiamma dei bersaglieri.

“Nulla di nuovo” dicono allo Stato Maggiore: per carabinieri e polizia la direttiva è già operativa da tempo. Presto sarà estesa all’Aeronautica e alla Marina. La circolare avverte che saranno proibiti i tattoo con contenuti osceni, con riferimenti sessuali, razzisti, di discriminazione religiosa e che comunque possano portare discre- dito alla Repubblica e alle Forze armate.

Non saranno tollerate croci né succinte pin up anni ’50. Il rischio è di non essere nemmeno ammessi al concorso. E per chi è arruolato e i tatuaggi ce li ha già? Esisterà il modulo per autodenunciare eventuali figure incomode… Per quanti poi non confesseranno saranno puniti.

Decoro, immagine del Corpo e operatività:

“Bisogna considerare — recita la circolare — i riflessi negativi che tatuaggi o piercing possono avere sulla capacità del singolo di assolvere determinati incarichi. In Libano o in Afghanistan, una semplice croce cristiana può creare problemi fra popolazioni musulmane, l’Islam vieta i tattoo permanenti”.

 

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Pubblicato in Gossip news