Gli incontentabili di FB

Se passi troppo tempo in chat, sei un perditempo; se al contrario non ci stai mai, sei una snob. Se pubblichi solo link demenziali sei una deficiente, se parli di politica sei un’estremista, una fascista, un’anarchica, un’intollerante…

Se cerchi di sollevare qualche dibattito su temi attuali, sei un’intellettuale da strapazzo; se vuoi condividere, esternare, comunicare i tuoi malesseri quotidiani, sei uno sfigato. Se invece adotti il silenzio assoluto, e l’unica cosa visibile sulla tua bacheca sono i video musicali dei tuoi beniamini, sei perlomeno “strano; se non metti una tua foto hai qualcosa da nascondere; se ne metti troppe – tutte quelle che fai perchè la fotografia è la tua passione – sei un esibizionista in cerca di consensi. Se parli di religione e spiritualità sei noioso; se Dio, i Santi e tutto il resto per te non significano nulla, sei blasfemo.

Se “infiocchetti ogni link con fiorellini, cuoricini e ghirigori vari, sei puerile: un immaturo. Se il tuo unico scopo è esprimere i tuoi pensieri, toccando i temi più fastidiosi e scomodi, sei un rompipalle; se commenti i post di qualcun’altro, ti inserisci nella conversazione di un gruppo di “amici” e dici “esattamente” come la pensi, ti tolgono il saluto o ti cancellano, oppure ti bloccano.

A volte – rare – ti chiedono l’amicizia per approfondire, conoscere, eventualmente trovare riscontro nelle senzazioni iniziali, e costruire così un rapporto solido, gratificante e duraturo; altre – tante – te la chiedono solo per curiosare sulla tua bacheca, per proposte piccanti o per fare “numero.

Si recuperano amici persi di vista e ormai quasi dimenticati, compagni di scuola, ex colleghi di lavoro, antichi amori; uomini e donne che hanno fatto parte della prima tappa della tua vita: l’infanzia. E, passato l’iniziale entusiasmo, ti rendi conto che il passare del tempo li ha cambiati; che anche tu sei cambiato e niente, assolutamente niente, è rimasto di quella lontana amicizia.

Ci si ignora a vicenda o si clicca – di tanto in tanto – sul “mi piace”: giusto per cortesia…

 

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