L’odore della Sila si deve “sentire”

Non posso fare a meno di notarlo: certa gente è così strana! Alcune persone conoscono vita, morte e miracoli di un noto personaggio televisivo, ma non sanno niente del vicino; trascorrono le loro vacanze nei luoghi più lontani del pianeta, percorrono migliaia di km in volo, saltando da un aereo all’altro, e non conoscono il vicoletto caratteristico dietro casa…

Hanno imparato a memoria l’elenco dei locali più “trendy”, sono informatissimi sui ristoranti rinomati, ma non sanno che in Calabria esiste una catena montuosa a tratti selvaggia e primitiva, intatta e immutata da secoli:  percorre la regione per tutta la sua lunghezza; parte dal Pollino, passa per la Sila  e si conclude con l’ Aspromonte. Gran parte della gente crede che la Calabria è solo mare, spiagge, peperoncino e cipolle di Tropea; non conoscono, nè possono immaginare, l’odore di queste meravigliose montagne.

Già! L’odore… quello che si può sentire in Sila è un misto di terra, funghi, muschio, corteccia e aghi di pino; erbe aromatiche, resina e legno appena tagliato; origano e liquirizia. Ma, mi rendo conto: impossibile descrivere un odore! Come si può spiegare ciò che non si vede e non si tocca? Non è come per i visi delle persone, di cui si possono descriverne i tratti; neanche come per le cose, le città, i muri… è un odore! Si deve “sentire”.

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