Tempest: a settembre il nuovo disco di Bob Dylan

Il menestrello d’America è tornato. Cambia faccia, ma resta il numero uno. Cambia, come sempre. Perché solo le persone banali e gli illusi àncorati al passato, restano gli stessi. Cambia, come può cambiare un uomo a settant’anni. Cambia il cappello, la faccia, rinnovando genere musicale, può cambiare persino la voce. Ma se sei Bob Dylan, Bob Dylan rimani. Ancor di più oggi, tempo di cover band e ritorni al passato. Epoca pop – disaster, che spesso ha poco da raccontare, quasi nulla per sognare.

Lui, da cinquant’anni fedele solo a se stesso e alla musica.

In un mondo discografico sfiancato dalla crisi e dal download sfrenato, il mercato si affiderà, ancora una volta, all’usato sicuro. Al grande vecchio arrivato al suo 35 disco, dal titolo “Tempest” e che uscirà l’11 settembre, data simbolica come poche.

La Title track che dà il nome all’album è una descrizione del disastro del Titanic lunga 14 minuti: “Fratello contro fratello, a massacrarsi a vicenda”. C’è “Tin Angel” che racconta la storia di un uomo in cerca del suo amore andato. “Soon After Midnight” che potrebbe parlare d’amore, forse di vendetta. Vendetta che è al centro di “Pay in Blood”, nella quale Dylan canta “pago con il sangue, ma non con il mio”.

Titolo finale dell’album, l’emozionante rock ballad “Roll On, John”: il John del titolo è un amico che non c’è più:John  Lennon. Per molti critici “La Tempesta”, che è anche l’opera finale di Shakespeare, potrebbe essere il suo album d’addio. Ma lui questo non lo dice. Puntualizza solo che il suo disco si intitola “Tempest” mentre la tragedia di Shakespeare è “The Tempest”, tiè!.

Bob Dylan, descrive così il suo lavoro:

“Volevo fare qualcosa di più religioso, ma non avevo abbastanza canzoni di quel genere. Richiede molta più concentrazione perché devi riuscirci per dieci volte, rispetto al tipo di album con il quale mi sono ritrovato, alla fine. C’è libertà assoluta e devi solo fidarti che, alla fine, tutto abbia un senso. “

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