Le bad girls che colorano le Olimpiadi: Pellegrini, Forciniti, Vezzali e Ferrari.

Storia di donne si intrecciano in storie da Olimpiadi. Storie che come una trama tra il noir e il giallo infittiscono il racconto lungo due settimane dell’evento non solo sportivo, che si rinnova ad ogni olimpiade, ogni quattro anni.

Era Federica Pellegrini tra le più attese, tanto da “costringerla” il giorno dell’apertura a declinare l’invito di portabandiera della nazionale. Lei ha finito per deludere. E il ruolo di portabandiera, come sappiamo, alla fine è andato ad un’altra donna, Valentina Vezzali. A lei, l’onore – tanto desiderato e non certo a malavoglia – e l’onere di competere, lei sì, il giorno dopo, con la sua storica sciabola che ancora una volta ha fatto il suo dovere con una finale per il terzo posto vinta alla grandissima. Perché portare la bandiera e vincere, si può.

Federica Pellegrini ieri ha deluso nei 400 stile libero, la sua disciplina: finisce solo quinta e lontana dalle medaglie.

“Ho dato tutto, mi aspettavo almeno di lottare. Ora, forse, un anno mi fermo. Poi chissà. Ho sbagliato gara, penso di aver nuotato male fin dall’inizio. È andata così. Sono arrivato ad una finale olimpica ed è stata una bella esperienza. Ora voltiamo pagina, spero di riprovarci tra quattro anni”.

Doveva essere l’Olimpiade di Federica e c’è ancora margine perché lo diventi, con le gare dei 200 e della staffetta. Per ora, nel nuoto rosa, è stata l’Olimpiade della francese Muffat, della Schmitt e della Adlington.

Ad altre azzurre la felicità del momento: come quello dell’inaspettato. È per la calabrese Rosalba Forciti, nel Judo, l’argento che non ti aspetti. Con tutta la sua forza, la rabbia e anche la felicità di essere a suo modo una “bad girl”. Forse per lei un reality, sulla falsa riga di “Ginnaste”, proprio per mostrare il judo in tutta la sua completezza e far innamora a questa disciplina altre ragazze.

E per la bresciana Vanessa Ferrari che ritrova una forma eccezionale che gli permette di arrivare alle finali della ginnastica: davanti a lei i mostri sacri di questo sport, Russia, Usa e Cina. Ma con lei ci sarà tutta la squadra azzurra, vista nella scorsa stagione televisiva in tutta la loro semplicità e intimità su “Vita da Ginnaste”. Particolare sofferenza, emozione e soddisfazione per la compagna di nazionale Elisabetta Preziosa, anche lei nelle prossime finali di specialità.

Pronte ai blocchi le azzurre, continueranno a brillare, forse d’oro, forse no, ma le emozioni dureranno, fino a che il braciere olimpico arderà la sua fiamma. Ancora una volta, per i colori azzurri, sempre più tinti di rosa. E se son rose, fioriranno.

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