Green Hill, beagle adottabili ma solo da persone speciali

La Procura di Brescia ha finalmente firmato il decreto con cui si autorizza l’affidamento provvisorio dei 2500 beagle reduci dal lager di Green Hill alle associazioni Lav e Legambiente. Sono state dunque ascoltate le richieste degli animalisti.

La notizia è stata confermata dal capo del Corpo Forestale di Brescia, Giuseppe Tedeschi:

In queste ore, le associazioni cui è stata affidata la custodia giudiziaria dei beagle di Green Hill si stanno muovendo per trovare strutture alternative idonee ad ospitare i cani. Green Hill, a breve, non potrà più ospitare altri cani.  Tra qualche giorno potremo consegnare materialmente i cani nelle mani delle associazioni, nuove custodi giudiziarie degli animali.

Tuttavia si fa spazio la preoccupazione di una sorta di adozione sull’onda del momento per questi cuccioli: ci sono tantissime richieste, e per quanto questa cosa sia bella e positiva, non si comprende perché non ci sono altrettante offerte di adozioni per i tanti cani e gatti che si trovano nei rifugi da anni. Questo fa pensare che l’onda emotiva della notizia di Green Hill possa galvanizzare gli animi, ma bisogna capire a questo punto se si tratta di una generosità destinata a protrarsi nel tempo o se piuttosto non è il capriccio del momento di qualcuno che vuole sentirsi “eroe per qualche settimana”.

Infatti le associazioni ambientaliste che stanno valutando le richieste di adozione sono molto selettive da questo punto di vista. Afferma Giacomo Bottinelli della Lav:

Vorremmo famiglie consapevoli, che si rendano conto che questi animali non sono “normali”: hanno bisogno di estrema attenzione dal punto di vista comportamentale e fisico. Non cerchiamo chi, sull’onda dell’emozione, ci chiede un cucciolo pensando che si tratti di un affidamento qualsiasi.

Si tratta infatti di cani che hanno subito maltrattamenti psicologici e fisici: sono nati tutti in gabbia, dove hanno passato tutta la loro esistenza, e non hanno mai visto la luce del sole né hanno mai avuto un contatto sociale, senza contare che gli adulti oramai soffriranno anche di deprivazione sensoriale dell’olfatto. Il reinserimento alla vita normale di questi cani richiede dunque persone davvero speciali.

Per fortuna, comunque, ora tutti i beagle sono stati dotati di codice identificativo che li renderà sempre tracciabili per conoscere le loro condizioni.

Fonte: La Stampa

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