Il Governo taglia le Province italiane: 64 accorpate, salve 43
Si è parlato a lungo della cancellazione delle Province italiane: enti da qualcuno considerati inutili, di certo costosi. Il governo Monti ha deciso: nessuna cancellazione, ma un accorpamento sostanzioso che a qualcuno farà sembrare il bicchiere mezzo pieno, per altri, di certo, mezzo vuoto.
In soldoni, su un totale di 107 attuali province ne vengono salvate 43. 64 saranno accorpate: la nuova cartina dell’Italiana è tutta da disegnarsi. Dal 2014 la decisione di dare il via anche a 10 città metropolitane.
I criteri previsti dalla delibera emanata ieri dal Consiglio dei ministri è che per “sopravvivere” una Provincia debba avere almeno 350 mila abitanti e 2.500 chilometri quadrati di estensione. A rischio 64 enti, 50 nelle Regioni a statuto ordinario e 14 in quelle a statuto speciale, salvandone per adesso quindi solo 43, tra cui le 10 Città metropolitane.
Ora saranno i consigli delle autonomie locali a dover presentare il progetto di accorpamento alle Regioni e, da queste, al governo. La discussione che si apre a livello locale non sarà facile e non mancano già alcune resistenze.
Tra le scelte obbligate, la neonata provincia BAT, Barletta, Andria e Trani (operativa solo dal 2009), farà con Foggia l’antica “Capitanata”; in Abruzzo la Provincia “Adriatica” metterà insieme Teramo, Pescara e Chieti. In Lombardia, dove rimangono solo Brescia, Bergamo, Pavia, mentre Milano pure sarà Città metropolitana, nascerà la “Grande Brianza”. Alcune Province poi con territori molto piccoli, come Catanzaro e Campobasso, sono fatte salve perché capoluogo.
Finita la riorganizzazione, i nuovi enti avranno funzioni di tutela e valorizzazione dell’ambiente, pianificazione territoriale, della viabilità e del trasporto provinciale perdendo le competenze su lavoro ed edilizia scolastica.


io sono di pordenone,noi qui viviamo una realta gia’ distinta dalle altre regioni a statuto ordinario.in merito al’accorpamento delle province non ho dati sufficienti x esprimermi.ma attenzione che oltre a sopprimere l’ente provincia non vengano soppresse pure le questure,prefetti,enti tipo asl,inps.per esempio qui’ significherebbe che x il rinnovo del passaporto dovrei farmi 120 km tra andata e ritorno da udine.gia’ la provincia di udine in regione fa man bassa x i servizi figuriamoci poi?
Sarebbe meglio abolire del tutto le province piuttosto che un accorpamento che crea “figli e figliastri”e comporta scarsi risparmi.Le competenze e i dipendenti andrebbero divisi tra Regione e Comuni,potenziando questi ultimi e permettendo loro di creare Consorzi(anche temporanei)per gestire problemi comuni,purché senza spese aggiuntive. Dovrebbero restare ,inoltre, le sedi decentrate di alcuni enti.
Penso che nell’era di internet dovrebbe rimanere solo: lo Stato , le Province con funzioni di accorpamento fra Comuni i quali (Comuni)dovrebbero sparire insieme ai veri centri di spreco rappresentato dalle Regioni,e alcune grandi realtà metropolitane
Se proprio bisogna eliminare le provincie aboliamole tutte, cosi si risparmia veramente e non si crea tutto questo malcontento e tanto campanilismo.