Green Hill, carcasse di cuccioli congelati. Gli animalisti vogliono adottare i beagle.

La vicenda di Green Hill posta sotto sequestro è stata senza ombra di dubbio “la” notizia animalista di questa settimana in Italia. Erano due anni che più dell’80% degli Italiani voleva la chiusura dell’allevamento americano di beagle con sede a Montichiari, vicino Brescia, in cui i cani venivano destinati ai laboratori di vivisezione di tutta Europa.

Da ieri ad oggi le notizie si sono susseguite, compresa quella del macabro ritrovo da parte degli uomini della Digos di Brescia, del Nirda del Corpo Forestale dello Stato e di alcuni veterinari della Asl di un centinaio di carcasse di cuccioli di beagle congelati. Già qualche settimana fa le associazioni animaliste avevano denunciato che vi fossero dei cani senza microchip nell’allevamento, senza contare che aveva fatto il giro del web la registrazione di un dipendente di Green Hill in cui si capiva benissimo che dei cuccioli considerati “inutili” venivano uccisi prima di essere registrati all’anagrafe canina. Non a caso, oltre al maltrattamento di animali, un altro reato contestato è quello di “uccisione di animali senza necessità”.

Le parole di Michela Vittoria Brambilla, sostenitrice accanita della lotta contro Green Hill, sono piene di soddisfazione e di voglia di combattere ancora per una causa non ancora vinta del tutto:

La prima volta che, riferendomi a Green Hill, ho utilizzato pubblicamente le espressioni ‘lager’ e ‘fabbrica di morte’, le mie parole furono accolte con stupore e in certi casi liquidate come manifestazione di estremismo animalista. Oggi, con i particolari agghiaccianti che emergono dalle indagini in corso, tra cui la scoperta dei cento cadaveri congelati, si dimostra che avevo ragione, così come avevano ragione i milioni di italiani che manifestavano contro quell’orribile attività. Da quando lo scorso mese di ottobre sono entrata dentro Green Hill ed ho visto la sofferenza negli occhi di quelle povere creature, non mi sono più fermata e ho messo in atto tutto quanto in mio potere per mettere la parola fine a quella vergogna. L’avevo promesso a un cucciolino che ho potuto tenere in braccio per qualche minuto. Per questa ragione in qualità di ministro della Repubblica, ho presentato un esposto alla Procura e ai Nas per accertare i maltrattamenti di tipo fisico e psicologico su quelle bestiole e per chiedere il sequestro della struttura, ho partecipato personalmente alle tantissime proteste e, soprattutto, ho scritto la legge che chiude Green Hill e che è all’esame del Senato.

Rivolgo un appello ai colleghi senatori affinché vogliano accelerare l’iter di approvazione della mia norma, così che l’Italia non ospiti mai più fabbriche di morte come Green Hill.

Ma i beagle sequestrati? La richiesta degli animalisti è univoca: vogliono che vengano adottati. Tuttavia sembra sia ancora troppo presto pensare ad un affidamento di questi cuccioli per il decorso delle indagini. Per questo motivo i beagle restano nella custodia giudiziale di Green Hill, del Comune di Montichiari e della Asl.

Il Coordinamento Fermiamo Green Hill a questo proposito fa sapere che, se il sequestro verrà confermato, allora si potrà pensare anche a forme di affido dei beagle.

Intanto, considerando che far sentire la propria voce non è mai inutile né banale, per sottoscrivere una petizione affinché i cuccioli lascino al più presto l’allevamento, cliccate qui.

Fonte: bresciatoday.it

 

 

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