Zanoni: “L’UE fermi il traffico illegale di cuccioli dall’Est”. 1 su 3 muore di stenti e malattie.

Uno dei problemi più scottanti che riguarda il maltrattamento degli animali è il traffico di cuccioli di cani e gatti che dall’Est Europa vengono trasportati in Italia in condizioni estreme e gravi, tanto che moltissimi di loro muoiono, e chi sopravvive arriva qui per essere dotato di chip e pedigree falsi. Questo avviene perché un cucciolo straniero in Italia viene venduto a molto di più, e per questo ne nasce un business spietato.

Gli allevamenti in questione sono assolutamente impropri, con fattrici che vivono in condizioni poco consone (poco cibo e box piccolissimi) e “sfornano” cuccioli a volontà: i piccoli, a 30 giorni di vita, vengono ammassati in furgoni e vengono portati in Italia, spesso rinchiusi in scatoloni e borse. Una volta giunti in Italia vengono venduti su Internet, in negozi e persino ai caselli dell’autostrada.

Inutile sottolineare che non vi sono controlli sanitari e che i cuccioli vengono strappati alla madre troppo presto. Senza contare che, nell’ammasso che si crea in questi camion, è molto più facile che si creino epidemie di malattie mortali come cimurro e parvovirosi. Un terzo dei cuccioli trasportati dall’Est muore o prima di arrivare in Italia o una volta giunto qui, a volte anche dopo l’acquisto.

Per questo motivo ha chiesto più controlli Andrea Zanoni, Eurodeputato e vice presidente dell’intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento Europeo. La richiesta di Zanoni è stata fatta alla Commissione Europea:

L’Ue fermi il traffico illegale e lucrosissimo di cuccioli di cane provenienti dall’Est Europa. Ci vuole una banca dati europea inerente il censimento degli allevamenti con particolare attenzione a quelli dei Paese dell’Est per garantire la giusta tutela a questi cuccioli.

In Italia il fenomeno relativo all’importazione di cuccioli di cani e gatti dall’Est Europa da tempo viene denunciato da diverse associazioni animaliste italiane come Animalisti Italiani, LAV, ENPA e OIPA. Molti di questi cuccioli muoiono a causa della tenera età durante trasporti inadeguati o per malattie virali dovute a difese immunitarie nulle a causa della prematura separazione dalla madre.

I cuccioli, prima di essere trasportati, dovrebbero avere per legge un’età di almeno tre mesi e 22 giorni. Accade invece che vengano sottratti all’allattamento materno già dopo circa 45 giorni dalla nascita quando sono ancora totalmente privi delle difese immunitarie e ancora dipendenti dalla madre.

Le autorità devono effettuare maggiori e più severi controlli su questo lucrosissimo traffico che registra delle mortalità impressionanti. Bisogna portare a processo tutti coloro che sono implicati: esportatori, trasportatori, importatori e veterinari conniventi.

Si tratta di un business che ammonta in Italia a circa 300 milioni di euro l’anno e fatto di falsi documenti, falsi veterinari, false vaccinazioni e tanta sofferenza per questi poveri cuccioli.

Abbiamo bisogno di una banca dati europea sul censimento degli allevamenti con particolare attenzione a quelli dei Paesi a rischio, con funzioni specifiche di verifica del benessere animale e sulla tracciabilità fiscale del commercio legale in sintonia con la Strategia dell’Unione europea per la protezione ed il benessere degli animali 2012-2015 approvata dal Parlamento il 4 luglio 2012.

La polizia italiana nel febbraio 2012 ha sequestrato 479 cuccioli a Palmanova, vicino Udine, e 72 a Piacenza d’Adige, in provincia di Padova: tutti provenivano dall’Ungheria e appartenevano alle razze Alano, Cavalier King, Labrador, Chihuahua, Pincher, Akita Inu, Husky, Shar Pei, Yorkshire Terrier e San Bernardo.

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