Enpa sulla vicenda dei rottweiler a Roma: “È colpa dei padroni, non dei cani”

È di ieri la notizia di un’anziana colf che a Roma è stata aggredita da due rottweiler. Uno dei due è stato abbattuto. Il vero problema sta nel fatto che non è l’abbattimento dei cani la soluzione migliore, dimostrandosi come un paradosso ennesimo dell’essere umano che prima “crea” guardie aggressive per servirsene e poi non sa gestirli, lasciandoli, come in questo caso, senza custodia. Perché incolpare un cane se è il padrone il vero responsabile? Si esprime a tal proposito l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) che, analizzando il caso, sottolinea come l’aggressività non sia “prerogativa” di certe razze canine:

Se il corso delle indagini dovesse confermare i particolari che stanno emergendo in queste ore sull’aggressione a Roma di due cani rottweiler ai danni di una signora, questo confermerebbe che l’episodio, così come altri verificatisi nel passato, non ha nulla a che vedere con la presunta pericolosità delle razze canine.

Sembrerebbe infatti che l’uomo sia partito lasciando i suoi due animali nel giardino della propria abitazione, configurando una situazione di omessa custodia. Abbandonare a se stessi due animali che la selezione indotta dall’uomo ha ‘abituato’ a controllare e difendere il loro territorio è un gesto sconsiderato. Gli animali non sono oggetti, ma esseri senzienti; quindi essi devono essere gestiti in modo accorto e responsabile.

Per questo il ritorno alla ‘black list’ è un’ipotesi assolutamente da scartare: infatti, in passato la lista delle razze pericolose non ha mai evitato un solo episodio di morsicatura perche’ partiva da un presupposto sbagliato – l’individuazione ipso facto di presunte razze pericolose – senza porre l’accento sulla corretta educazione e sulla corretta gestione degli animali. Del resto, l’infondatezza della ‘black list’ è dimostrata dal recente episodio accaduto in Irlanda del Nord dove un cane, che non ha mai morso né aggredito nessuno, è stato crudelmente abbattuto solo perché simile nell’aspetto a un pit bull.

Fonte: liberoquotidiano.it

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