Enpa sulla vicenda dei rottweiler a Roma: “È colpa dei padroni, non dei cani”
È di ieri la notizia di un’anziana colf che a Roma è stata aggredita da due rottweiler. Uno dei due è stato abbattuto. Il vero problema sta nel fatto che non è l’abbattimento dei cani la soluzione migliore, dimostrandosi come un paradosso ennesimo dell’essere umano che prima “crea” guardie aggressive per servirsene e poi non sa gestirli, lasciandoli, come in questo caso, senza custodia. Perché incolpare un cane se è il padrone il vero responsabile? Si esprime a tal proposito l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) che, analizzando il caso, sottolinea come l’aggressività non sia “prerogativa” di certe razze canine:
Se il corso delle indagini dovesse confermare i particolari che stanno emergendo in queste ore sull’aggressione a Roma di due cani rottweiler ai danni di una signora, questo confermerebbe che l’episodio, così come altri verificatisi nel passato, non ha nulla a che vedere con la presunta pericolosità delle razze canine.
Sembrerebbe infatti che l’uomo sia partito lasciando i suoi due animali nel giardino della propria abitazione, configurando una situazione di omessa custodia. Abbandonare a se stessi due animali che la selezione indotta dall’uomo ha ‘abituato’ a controllare e difendere il loro territorio è un gesto sconsiderato. Gli animali non sono oggetti, ma esseri senzienti; quindi essi devono essere gestiti in modo accorto e responsabile.
Per questo il ritorno alla ‘black list’ è un’ipotesi assolutamente da scartare: infatti, in passato la lista delle razze pericolose non ha mai evitato un solo episodio di morsicatura perche’ partiva da un presupposto sbagliato – l’individuazione ipso facto di presunte razze pericolose – senza porre l’accento sulla corretta educazione e sulla corretta gestione degli animali. Del resto, l’infondatezza della ‘black list’ è dimostrata dal recente episodio accaduto in Irlanda del Nord dove un cane, che non ha mai morso né aggredito nessuno, è stato crudelmente abbattuto solo perché simile nell’aspetto a un pit bull.
Fonte: liberoquotidiano.it


spero che venga fatta chiarezza su questa vicenda… la qual cosa non servirà a ridare la vita al cane soppresso….
Ma infatti, salviamo il cane invece di abbatterlo per tentare di salvare una insignificante colf dilaniata.
Mi fate paura.
penso che spesso sia piu semplice abbattere un cane…anzi che cercare la verita dei fatti….purtroppo i cani non parlano…e per questo non possono difendersi…
Gli animali non hanno mai colpe, andiamo a vedere, andiamo a capire perché è successo questo. Se abbattono il cane, allora ESIGO la pena di morte per i reati gravi!
cosa ne penso? penso che già è folle far fare la colf a una donna di 74 anni che dovrebbe starsene in pensione (ah Monti!!!!) poi penso che è ancora più folle fargli fare la colf in una casa dove ci sono due rottweiler. Che GIUSTAMENTE difendevano il loro territorio, daltronde, li avevano adedstrati a questo, no?
E alla fine chi ci ha rimesso? Un cane che non ha fatto altro quello per il quale era stato addestrato e una poverina che invece di star a godersi i nipoti doveva andare a lavorare per racimolare 4 soldi in più a fine mese.
Ecco quello che penso
Concordo con chi ha scritto l’articolo, e aggiungo, quando i cani da guardia o presunti tali sono DUE, fanno branco perciò sono più pericolosi e i proprietari debbono prestare maggior attenzione.
Dispiace enormente per la colf e spero si riprenda presto, ma fare dei paragoni chi deve vivere o morire, sono affermazione senza senso.
Simona e Sivi, entrambe parlate di chiarezza dei fatti, ma come giustamente fa notare Sivi, i cani non parlano, e la povera donna sicuramente in questo momento ha purtroppo ben altro a cui pensare che esprimere pareri. Per questo mi trova d’accordissimo il messaggio di Giulia, che fa notare l’assurdità del lasciare una signora così anziana non solo a badare ad una casa ma sola con due molossi addestrati a fare la guardia. L’uccisione di questi due cani sembra essere stata motivata da uno stato di estrema necessità e, non essendo per fortuna nessuno di noi lì presente, non possiamo né confutare né confermare. Il punto è l’odio che si innesca nei confronti di certe razze che, non addestrate all’aggressività, sono gioiose e coccolone, esattamente come Lennox, quel Lennox che viene di nuovo ripreso nella nota dell’Enpa e che è stato l’esempio lampante di come l’ignoranza faccia vittime innocenti. Per cui, Emme, il tuo sarcasmo è fuori luogo: nessuno vuole fare il tifo per la vita o la morte dell’essere umano contro un cane aggressivo. A me fa più paura che si voglia far pagare ad un cane il modo in cui lo si è voluto. E non si parla solo di questo episodio, ma di tanti altri in cui sono stati i molossi in questione a pagare per colpa dei loro padroni. E, riprendendo ciò che dice Alessandra, lo scrive una contraria alla pena di morte di qualsiasi tipo di vita, umana e non.