Maratona di poesia nella Londra Olimpica

Quando la poesia era la Grecia e si inventarono lì le prime Olimpiadi della storia. Quando le nazioni contavano tanto per la loro cultura, quanto per le loro armi. Quando c’era Roma, la Grecia e poi i poeti trecenteschi italiani, fino alla cultura mitteleuropea e le avanguardia.

Quante olimpiadi sono passate da allora? Di certo, molte meno di tutti i versi scritti dall’uomo nella sua lunga storia, per lungo e il largo, del mondo conosciuto.

Lo fa in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012 con una kermesse culturale come quella organizzata in questi giorni pre Olimpiade. Visto che Poetry Parnassus tenuto a Londra dal 26 giugno al 1 luglio scorso è passato poco osservato, ma ha riunito poeti da tutto il mondo: come la poetessa più giovane, la venticinquenne Akerke Mussabekova del Kazakistan, si è trovata accanto al poeta più vecchio, il premio Nobel Wole Soyinka, settantottenne nigeriano. Per cinque giorni un esercito di poeti che parlavano lingue diverse si è riversato su Londra. Riversate lo sono state centinaia di migliaia di poesie sparse da un elicottero sui prati della kermesse poetica: uno dei momenti più romantici e toccanti dell’evento.

Nato da un’idea del poeta Simon Armitage, che ha pensato di ricollocare l’antico monte Parnaso — sede delle Muse, della poesia e del canto — sul South Bank. Armitage ha detto di voler fornire un contrappunto artistico alla varietà di eventi sportivi dei Giochi Olimpici.

Solo 140 dei 204 poeti invitati sono riusciti a partecipare, per le restrizioni che i Paesi a volte impongono. 

Cinque giorni di conferenze e discussioni dai titoli provocatori come “Io non sono il mio Paese”, “Preghiere per poeti esiliati”, “Questo è il suono del mondo”, e “Mangia le tue parole”. Tra le tante esperienze di reading poetici, molto sentita l’apparizione e le letture di Vénus Khoury-Ghata, poetessa libanese che scrive versi in lingua francese.

Per molti, la poesia, non è contemplata, non esiste,  ma per fortuna, in alcuni angoli qua e là, vive ancora e a volte, cade dal cielo, come la pioggia che aspetti d’estate, per rinfrancarti dall’arsura. Con il suo ruolo salvifico di critica alla società, di riferimento ai sentimenti più profondi, nascosti e veri dell’umanità, la poesia si riprende il suo spazio.

Poesie sparse nel cielo di Londra dall’elicottero:

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