Monti: tagli a statali, la linea del rigore non cambia

Roma- Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, di concerto con il Commissario alla Spendig review, alla revisione della spesa pubblica, prevede tagli agli statali e, in generale, i c.d. “tagli anti-recessione”.

I preovvedimenti toccano il pubblico impiego, che subirà una riduzione degli organici del 10% attenuata dalla possibilità di accedere anticipatamente alla pensione; gli acquisti di beni e servizi che dovranno passare obbligatoriamente per il mercato elettronico gestito dalla Consip, anche con effetto retroattivo rispetto ai contratti già conclusi.

La sanità con una stretta sulla spesa farmaceutica oltre che sulle forniture; gli immobili pubblici con ulteriori misure di razionalizzazione e il congelamento dei canoni di affitto; società ed enti pubblici per i quali è prevista la soppressione o il ridimensionamento dei vertici; gli enti locali sottoposti ad una ulteriore stretta sui trasferimenti, che si accompagna al ridisegno delle Province ed all’istituzione delle aree metropolitane

Nonostante le promesse su certi “ammortizzatori” per l’impatto di queste misure, che di fatto costituiscono una nuova manovra fiscale, che però non vuole essere approvata in fretta, gli interventi sui dipendenti pubblici – di cui si parlerà nell’incontro con le parti sociali – sono potenzialmente tra i più delicati: il leader della Cisl Bonanni ed anche la Cgil della Camusso, sono convenuti per una sentita mobilitazione.

La portata esatta del taglio del 10% degli organici di ministeri e amministrazioni centrali (20%per i dirigenti) dipenderà comunque anche dalla concreta applicazione. Teoricamente i lavoratori in esubero dovrebbero essere avviati alla mobilità (due anni all’80% dello stipendio) con il rischio di ritrovarsi senza lavoro in caso di mancato ricollocamento.

Fonte: Ansa.it

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