Lo scarica barile della politica italiana

Roma- Angelino Alfano, Pdl, passa al contrattacco in seguito alle dichiarazioni del leader Pd Bersani, secondo cui sarebbe il Popolo delle Libertà a voler andare alle urne.

Che la fiducia accordata all’esecutivo tecnico di Monti sia in caduta libera? Nonostante lo spread e i mercati si siano gradualmente ripresi dall’attacco della speculazione, sembrerebbe di sì.

Forse è finita già quell'”inerzia” della politica nostrana, quel letargo in cui i nostri politici versavano, un po’ per senso di responsabilità (Berlusconi docet), un po’ perché effettivamente si erano resi conto di non poter salvare l’Italia dalla crisi finanziaria.

Tuttavia, come avevo già scritto, la democrazia è un valore fondamentale del nostro Stato di diritto, pertanto sarebbe impensabile non guardare più alle elezioni.

Ma la questione è un’altra: chi sarà il “Mastellone” di turno? Ossia, chi si prenderà la responsabilità di “staccare la spina al governo tecnico”, il cui compito è quello di sopperire alle mancanze legislative, in particolare in materia economica?

Bene, come se non bastasse, nel mezzo del ciclone i leaders si accapigliano per la poltrona, che quando arriverà il momento dovrà essere “bella comoda”. E così la querelle odierna: Berlusconi sembra rinnegare tutti i bei propositi sul Pdl e sul suo segretario Alfano, tutti si sentono abbandonati dal “capo” che, di fatto, dà inzio a una vera e propria campagna elettorale “personalizzata”.

Sul fronte sinistro invece, si ripropone la battaglia per le primarie, con il solito duello Bersani- Renzi, per lo scontro tra generazioni.

Che fine hanno fatto i discorsi armoniosi di una politica al servizio del Paese e dei cittadini, di un’azione collettiva di solidarietà, se non appena si apre uno spiraglio di elezioni, ricomincia il teatrino della politica?

E allora l’italiano medio dovrebbe rinuciare al suo diritto di voto, perché i politici sono sempre gli stessi, e questa crisi non è servita a niente, se non a tassare ancora di più, e giù fiumi di parole a favore dell’antipolitica.

Cambiate, politici! Cambiate! Perché l’Italia e il suo popolo hanno bisogno di persone oneste, serie, che si prendano la propria responsabilità e che sappiano gestire un paese certo non facile.

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