Siria: L’Italia richiami l’attenzione dell’Unione europea
Damasco- La conversione sulla via di Damasco? La richiede il portavoce del ministero degli esteri Jihad Makdissi all’Italia. La situazione siriana non necessita delle sanzioni avute dall’Europa, bensì della sua attenzione e dei suoi aiuti.
“L’Italia è il nostro più importante partner commerciale, e noi crediamo nelle relazioni con il nostro partner Mediterraneo. Ma allo stesso tempo c’é l’Ue, e l’Italia è impegnata a portare avanti la politica di Bruxelles. Speriamo che la voce dell’Italia sia ascoltata di più nei confronti della Siria, in modo di aiutare il Paese invece di limitarsi a imporre sanzioni”.
“Non neghiamo – ha proseguito – di avere una crisi politica, vogliamo che dai nostri vicini arrivi un aiuto, invece di trasformare la Siria in un’altra ‘Kandahar’”.
Continua il portavoce:”Qui non c’é più solo governo e opposizione, ma un terzo attore, qui ci sono al Qaida e i salafiti: l’Europa ci aiuti”. L’Italia “é un grande Paese, molto importante nell’Unione europea, dovrebbe prevalere il suo buon senso in Europa”, ha concluso, apprezzando il ruolo del Vaticano.
Una preghiera di aiuto, che da una parte mostra come il nostro Paese abbia davvero riguadagnato una leadership forte nello scenario internazionale, ma che dall’altra esprime il grido disperato di una nazione lacerata dalla guerra civile, da una “situazione insostenibile”, come l’aveva definita Ban Kii Moon.
E l’Italia deve rispondere presto a questo grido di aiuto, soprattutto in un’azione condivisa con gli altri 26 Stati membri dell’Unione europea. Perché anche il terrorismo rende la situazione ancora più difficile, e perché i bambini non siano più “scudi umani” della lotta al potere.
Fonte: Ansa.it

