Proposta Polillo: “Sette giorni di ferie in meno per alzare il Pil”. Coro di no
Il sottosegretario al lavoro Gianfranco Polillo propone di lavorare sette giorni in più che equivarrebbero, matematicamente, a sette giorni di ferie in meno. Questa secondo il sottosegretario la ricetta giusta capace di alzare Pil.
“Lavorare una settimana in più per aumentare produttività”.
“Gli italiani vivono al di sopra delle proprie possibilità dice, e fanno troppe ferie. Dovrebbero lavorare almeno una settimana in più per essere più produttivi e ridare fiato al Pil.”
Il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, lancia una proposta-provocazione che però non trova grandi sostenitori anzi scatena un coro di polemiche. Contrari sono: Cgil, Cisl, Ugl, Confesercenti. Ma anche Pd, Idv, Pdci.
“Se si attuasse la proposta si avrebbe un effetto benefico: un punto di Pil in più”.
E continua Polillo:
“Stiamo vivendo sopra le nostre possibilità: per sostenere i nostri consumi interni abbiamo bisogno di prestiti esteri che sono stati pari a 50 miliardi di euro l’anno. Questo gap lo possiamo chiudere o riducendo ulteriormente la domanda interna, inaccettabile per il Paese, oppure aumentando il potenziale produttivo. Per aumentare la produttività del Paese lo choc può avvenire dall’aumento dell’input di lavoro, senza variazioni di costo; lavoriamo mediamente 9 mesi l’anno e credo che ormai questo tempo sia troppo breve. Se noi rinunciassimo ad una settimana di vacanza avremmo un impatto sul Pil immediato di circa un punto, cioé circa 14-15 miliardi”.
E in Cgil, Fabrizio Solari:
“Ci sono settori illuminati e riformisti che ci stanno ragionando. Un’uscita confusa, estemporanea e non particolarmente geniale e alla quale manca un naturale complemento: perché non chiedere ai 500 mila lavoratori in cassa di rinunciare ad una settimana di indennità? Per questa via anche le casse dello Stato ne trarrebbero un beneficio. Fuor d’ironia il problema della scarsa produttività italiana è il frutto della sua stessa specializzazione produttiva nonché degli scarsi investimenti. Queste le priorità da affrontare per produrre una crescita del Pil. Di certo la difficoltà del momento impongono a tutti, specie ai membri del governo, di non andare a cercare farfalle sotto l’arco di Tito”.
Anche il Segretario Confederale Cisl, Luigi Sbarra, non sembra entusiasta:
“Se il sottosegretario Polillo vuole lavorare una settimana in più all’anno, cominciasse lui a dare l’esempio”.
E dall’Ugl, Giovanni Centrella, protesta:
“Con questa bufala il governo sembra proprio aver toccato il fondo”.
L’idea viene bocciata dal senatore dell’Idv Elio Lannutti che parte all’attacco:
“Probabilmente Polillo si riferisce a se stesso e ai suoi burocrati non certamente a quelli che neanche si possono permettere di andare in ferie”.
Infine Confesercenti e Pd:
“La proposta danneggerebbe il turismo, proprio l’unico settore trainante per uscire dalla crisi”.
E il Pdci:
“Nemmeno la finanza creativa di Tremonti sarebbe arrivata a tanto”.
Dunque lavorare di più? Ma di più e basta? Di più e più velocemente, forse? Perché in quei sette giorni ci vorrebbe più produttività, a prescindere da quando tempo materialmente aggiungere (o sottrarre) al piano ferie.

