Harlan butta cavie trattate con materiale pericoloso nei rifiuti ordinari

E’ già grave dover subire in Italia l’onta della vivisezione, adesso si arriva anche al mancato rispetto delle regole nei confronti della vivisezione stessa e dei cittadini.

Il caso riguarda la multinazionale americana Harlan, che ancora una volta si trova nel ciclone per i suoi “reati legali” nei confronti degli animali. Risale a marzo scorso la protesta animalista contro l’importazione di scimmie destinate alla sperimentazione da parte dell’azienda che ha sede a Correzzana, in Brianza, tanto che David Broken – presidente di Harlan – avrebbe assicurato telefonicamente alla Brambilla che sarebbe stato bloccato l’invio di macachi dalla Cina.

Ora però ci risiamo: la Harlan è stata denunciata dal quartier generale di Udine per smaltimento di rifiuti speciali pericolosi. Sembra infatti che siano state trovate carcasse di cavie vivisezionate incenerite all’interno di cassonetti per normali rifiuti urbani. Questo, oltre ad essere disgustoso per il significato insito alla sperimentazione su animali, è anche molto pericoloso per la salute pubblica. Come spiegano gli animalisti:

Le cavie sono sottoposte a esperimenti e quindi con sostanze pericolose nel sangue (farmaci, principi attivi, sostanze chimiche), una volta soppresse devono essere gestite come rifiuto ospedaliero o come rifiuti speciali pericolosi e affidate a ditte specializzate. La Harlan per risparmiare, di contro, conferiva le carcasse di animali come semplici rifiuti urbani classificandoli a mò di lettiere.

Questa situazione ha anche riportato in auge la questione su citata delle scimmie, in quanto gli attivisti Stefano Apuzzo ed Edgar Mayer affermano di non sapere che fine hanno fatto le scimmie arrivate in Brianza per la vivisezione:

Ci era stato detto che non sarebbero state più importate, ora vogliamo capire se alle parole pronunciate in seguito alla mobilitazione popolare e mediatica causata dall’arrivo dei macachi, siano seguiti o meno i fatti.

A tal proposito si esprime anche Luca Procaccini, consigliere provinciale:

Mi piacerebbe sapere che fine hanno fatto le scimmie giunte in Italia. A chi sono state cedute?

La presenza di questi stabilimenti in Italia è vergognoso per usare un eufemismo, e per questo continuo ad invitare a firmare sul sito della Lav per l’approvazione dell’articolo 14, di cui si è parlato in un precedente articolo, per la chiusura delle aziende che detengono gli animali per torturarli e ammazzarli con la scusa della scienza. Falsa evoluzione? No, grazie.

Fonte: ilcittadinomb.it

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