Brigitte Bardot e Alain Delon: lettera all’Ucraina perché fermi la mattanza di cani

Contro la mattanza dei cani in Ucraina (in “occasione” dell’arrivo degli Europei di calcio 2012) questa volta a protestare è stato un volto da sempre noto e caro alle campagne animaliste: quello di Brigitte Bardot, attrice impegnatissima nella lotta per i diritti degli animali.

La lettera dell’attrice è indirizzata al sindaco di Kharkiv, Genadiy Kernes, ed è firmata da un altro grande del cinema francese e mondiale: Alain Delon.

La terribile fine che i cani incontrano in Ucraina per il solo fatto di essere randagi e di poter “disturbare i turisti che visitano l’Ucraina” per gli Europei supera di gran lunga quella che l’immaginazione può definire crudeltà: bruciati vivi, avvelenati e uccisi a colpi di bastone. Purtroppo il mondo del Calcio non ha affrontato questo orrore, non prestando minimamente attenzione e sensibilità. Di qui varie campagne animaliste che vogliono boicottare questi Europei.

Le parole della Bardot, con la partecipazione di Delon, sono le seguenti:

Cessi questa strage immonda, affinché l’Ucraina mantenga la sua immagine di paese civile e umano, che sta perdendo per vostra colpa e responsabilità. Non ha vergogna? Una vergogna che fa il giro del mondo. La vergogna di sterminare e avvelenare illegalmente i randagi condannandoli ad atroci sofferenze, unicamente per la Coppa Uefa.

Una domanda diretta e da cuore a cuore (sempre presupponendo che il cuore stia da entrambe le parti): “non ha vergogna?“. Una vergogna che fa il giro del mondo, ha ragione la Bardot. Il problema è quando, nonostante questa vergogna faccia il giro del mondo, non la si fa “vergognare” come si deve, continuando tranquillamente a far finta di nulla e giocando partite sui cadaveri di vittime innocenti. Se questo è sport.

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