Appello della Brambilla a Monti: basta penalizzazioni per chi ha animali in famiglia, vogliamo agevolazioni e rispetto

Michela_Vittoria_Brambilla

Un fiume in piena l’appello che l’ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, fa al Governo e al premier Mario Monti. La Brambilla, da sempre paladina dei diritti degli animali e dei doveri nei loro confronti, chiede a Monti di vedere nei proprietari di animali domestici, in buona sostanza, non dei limoni da spremere, ma delle persone da rispettare ulteriormente visto il loro impegno verso cani e gatti.

Nell’appello, la Brambilla chiede di non paragonare Fido e Micia a beni di lusso, definendo questa “una errata prospettiva culturale e metodologica che li inquadra come oggetti, al pari di una barca o di un auto di grossa cilindrata, e non quali esseri senzienti portatori di diritti, come stabilito dal Trattato sul funzionamento dell’Ue, in vigore dal 2009, e richiesto da Bruxelles a tutti gli stati membri“.

Il comunicato continua in questo modo:

Ci rivolgiamo al governo perché resista alla tentazione di individuare nei proprietari di animali domestici una categoria da colpire come se tenere con sé un cane o un gatto fosse manifestazione di chissà quale capacità contributiva. E’ forse il caso di sottolineare che nelle famiglie italiane gli animali domestici ricoprono un ruolo di grande importanza.

Ben il 42 per cento degli italiani dichiara di avere in casa uno o più animali domestici, che valuta al pari di veri e propri componenti della famiglia. Se consideriamo poi il ruolo di sostegno psicologico che essi svolgono per gli anziani soli, per i bambini o per le persone malate (la pet-therapy è riconosciuta efficace non solo per i portatori di disabilità di vario genere ma anche solo per chi soffre di stress o di depressione) è facile intendere quale importanza possa avere per tante persone la compagnia di un animale domestico.

Nelle sue scelte politiche, invece, il governo sembra ignorare tanto le dimensioni quanto la qualità del fenomeno della convivenza con gli animali domestici. Non soltanto non ha esentato gli alimenti per animali e i servizi veterinari dall’aumento dell’IVA, punendo chi ha compiuto la “buona azione” di adottare un cane o un gatto e trascurando le probabili ricadute negative sulla salute pubblica, ma include le spese veterinarie nel nuovo redditometro come se possedere cani o gatti o altri piccoli animali domestici fosse roba da Paperoni e dà (incautamente o deliberatamente) il suo assenso al grottesco tentativo di introdurre, col pretesto di combattere il randagismo, una “tariffa comunale” su cani e gatti che provocherebbe soltanto un aumento degli abbandoni e maggiori spese per la pubblica amministrazione.

Un appello completo, che non lascia spazio a dubbi o perplessità su ciò di cui la Brambilla accusa il Governo Monti chiedendo un comportamento più dignitoso e leale nei confronti di persone che rispettano e amano gli animali. Non sappiamo quanto Monti ascolterà le parole della Brambilla, ma una cosa è certa: sul fronte degli animalisti qualcosa comincia a muoversi seriamente.

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