Richiesta degli animalisti alla Nazionale Azzurra: una scelta virile ricordando i cani massacrati in Ucraina
Ricordate la notizia sulla richiesta degli animalisti che si sono rivolti al mondo sportivo per ricordare con un minuto di silenzio durante le partite degli Europei 2012 i cani massacrati in Ucraina? La Figc ha risposto con un manifesto-locandina in cui lo slogan dice “Scendiamo in campo per la tutela dei diritti degli animali”, e questa frase è circondata dalle foto del presidente della Figc Giancarlo Abete, del ct Cesare Prandelli e di vari calciatori italiani abbracciati ai loro cani. Per carità, bel gesto, ma tiepido, scarno, poco “incisivo”.
Walter Caporale, presidente dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus, ribatte grato ma poco convinto che questo gesto servirà a molto, e incita i calciatori italiani a dimostrare davvero chi sono rompendo ogni schema e giocando con la fascia nera al braccio in segno di lutto, almeno alla prima partita. Dice Caporale:
Apprezzo la tempestiva risposta di Abete e sono convinto dell’amore suo e di tanti calciatori per i propri cani, ma lo invito ad abbandonare, almeno questa volta, politica e tatticismi. I nostri atleti non possono fingere di ignorare le atrocità commesse contro decine di migliaia di cani e gatti. Se il calcio è davvero uno sport tanto virile, che lo dimostri di fronte al mondo. Smettiamola con l’ipocrisia. Abete e i nostri eroi abbiano il coraggio di farsi portavoce presso l’Uefa di un gesto chiaro, civile, condivisibile. Indossino la fascia nera alla prima partita, contro le crudeltà ancora in atto in Ucraina.
La risposta di Abete è stata laconica e scarna quasi quanto il manifesto-locandina di solidarietà agli animali e agli animalisti:
Ampia pubblicità all’adesione della Figc alla campagna in difesa dei diritti animali è stata data anche sul nostro sito istituzionale e sul sito federale Vivo Azzurro dedicato ai tifosi della Nazionale.
Di fronte a tale gelo e disinteresse poco “virile”, come vorrebbe Caporale e come vorremmo anche noi animalisti, lo stesso Walter Caporale risponde:
Se continueremo a non ricevere risposta, martedì 29 saremo pure noi alla conferenza stampa di presentazione della Nazionale. Manifesteremo, distribuendo a giocatori, giornalisti, passanti e turisti una valanga di foto degli animali massacrati. Per non dimenticare.
La partita della Nazionale Azzurra è principalmente quella contro l’ipocrisia, l’indifferenza e la superficialità che uno sport così diffuso e importante come il calcio non può e non deve permettersi. Speriamo non voglia perderla.
Fonte: repubblica.it


E in Ucraina ad essere massacrati non sono solo i cani, ma anche i gay (Europei in Ucraina: tifosi a rischio): chissà se i calciatori penseranno pure a loro…
Ciao GrandeColibrì. Purtroppo i gay vengono picchiati anche qui in Italia, non solo in Ucraina, ma a tal proposito c’è un articolo molto interessante che descrive l’omofobia come una malattia: http://www.sentio.it/2012/05/28/gli-omofobi-sono-malati-parola-del-neuroscienziato-gianluigi-gessa/
Non servirà a non far picchiare i gay, ma è una bella svolta nel mondo scientifico, soprattutto considerando che il fautore di questa tesi è il grande neuroscienziato di fama mondiale Gianluigi Gessa. Grazie per il tuo contributo e buona giornata!