La Lav contro il concorso ippico di Piazza di Siena a Roma: cavalli stremati e soldi dei romani sprecati

Si festeggia un compleanno in questa settimana: l’ottantesima edizione del concorso ippico di Piazza di Siena, che si tiene a Roma a Villa Borghese fino al prossimo 27 maggio. Peccato che sarà una festa per tutti, fuorché per i cavalli stremati in una gara a cui sono forzati per il divertimento nonsense del pubblico gaudente e plaudente. Dure, anzi durissime le parole del comunicato della Lav che fa notare non solo l’accanimento sportivo sui cavalli, ma anche il fatto che ben due ettari del terreno del Pincio sono stati sacrificati per costruire un’enorme scuderia, il tutto con 800 mila euro dei cittadini romani. E la crisi? E l’economia? E l’impatto ambientale? Anche chi non fosse animalista, se non bada ai cavalli dovrebbe badare almeno alle sue tasche e al posto in cui vive.

La Lav afferma a tal proposito:

I cavalli vengono considerati animali sportivi per forza e non per scelta.

E ancora:

Nonostante le forti criticità di impatto ambientale segnalate negli ultimi anni a Villa Borghese, giovedì prossimo inizia il concorso ippico di piazza di Siena compiendo il suo ottantesimo compleanno. Le associazioni ambientaliste chiedono che la manifestazione venga trasferita altrove fuori dalla fragile cornice del parco storico, tutelato dall’Unesco e sito di interesse comunitario, oltre che sede di sette musei. Il Sindaco Alemanno risponde alle polemiche garantendo che nessun’altra manifestazione verrà autorizzata a Villa Borghese preservando così la prosecuzione dell’evento.
Mentre ci si interroga giustamente sul decoro e la tutela della Villa, qualcuno ha pensato al benessere dei cavalli impiegati nel concorso ippico? Ancora una volta Roma si dimostra città nemica dei cavalli. Proprio dentro Villa Borghese si stanno costruendo le nuove stalle per i cavalli utilizzati nel servizio di trasporto turistico pubblico delle botticelle, come se già non bastasse l’assedio di manifestazioni, chioschi, concerti e pullman turistici.

Infatti Roma sembra non essere nuova a proteste per la salvaguardia dei cavalli: ricordiamo le manifestazioni e le proteste e le raccolte di firme contro le cosiddette “botticelle” appunto, le carrozze trainate da cavalli che, in una Roma moderna e metropolitana, fanno apparire ridicoli i turisti che le scelgono in nome di non so quali patetiche fotografie, senza contare che le condizioni in cui si trovano i cavalli sono disumane, perché trainano ogni giorno contro la loro volontà anche oltre 800 kg nel frastuono e nella velocità dei mezzi che li terrorizzano. E pensare che chi le sceglie le vuole per una “passeggiata romantica”! In mezzo allo smog, al traffico e alle parolacce dei tassisti, e attaccati pure ad un povero cavallo stravolto, la passeggiata sembra più che altro assumere toni grotteschi…

Anche sulle botticelle riprende il comunicato della Lav, affermando:

Come non ricordare le promesse del Comune a tutela dei cavalli delle botticelle? Percorsi protetti, servizio di auto d’epoca, ferrature in gomma, tassametro, punti di sosta, corsi formativi per i vetturini e le migliaia di firme raccolte nel 2010 a conferma della volontà popolare di abolire le anacronistiche e vergognose botticelle?

E poi l’affermazione saliente del comunicato:

La LAV di Roma si dichiara contraria allo svolgimento del concorso ippico di piazza di Siena come ad ogni tipo di manifestazione che in nome della tradizione e della convenienza economica giustifica l’utilizzo degli animali in attività che possono comprometterne l’incolumità e provocarne sofferenza e fatica.

Non sappiamo quanto queste parole faranno breccia nel cuore degli amanti di questi strumenti di tortura istituzionalizzati. Fatto sta che la Lav sta diventando un nome sempre più conosciuto e apprezzato, e che proprio in questa primavera ha vinto la causa contro il Palio di Siena per la morte di due cavalli stremati avvenuta nel 2006, oltre al ferimento grave di un terzo. Noi animalisti continuiamo a fare il tifo, ma non per queste gare assurde, bensì per il bene dei cavalli e per la loro dignità. Dignità che dagli animali non possiamo che imparare.

Fonte: liberoquotidiano.it

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