Attentato Brindisi: alcuni dubbi
Il primo dubbio è sul motivo, al momento non ce ne sono. Si è parlato di attentato mafioso ma non avrebbe senso, e poi l’avrebbero rivendicato. La mafia vuole stare nell’ombra, vuole farsi “amici” gli abitanti e andare contro lo Stato, così si legge e così dicono gli esperti, quindi perché uccidere una ragazzina inimicandosi tutto e tutti? Scartata questa ipotesi si è parlato di attentato terroristico, ma perché colpire una scuola facendo così pochi danni? Le torri gemelle non sono state proprio un danno “lieve”. Un pazzo o dei pazzi isolati? Qui il motivo sarebbe la pazzia e non possiamo di certo aggiungere altro ma restano dubbi anche su questa questione.
Il secondo più grave dubbio riguarda l’esplosione. Si è parlato di 3 bombole che sono esplose uccidendo Melissa Bassi e ferendo altre studentesse. Si è detto che queste tre bombole erano collegate ad un timer che doveva esplodere 10 min dopo la reale esplosione e che quindi qualcuno ha fatto esplodere le bombole prima. Si è detto che qualcuno ha preso un cassonetto non in dotazione del Comune ma acquistabile in un negozio e li abbia nascosto le bombole. Questa esplosione però non ha causato danni né al muretto, né all’erba che in teoria stava sopra le bombe e non ha lasciato tracce del cassonetto.
Non cerchiamo sempre e per forza complotti però il quadro non è molto chiaro. Come non è chiara la caccia all’uomo, che prima sembrava già preso e che poi in realtà non è stato nemmeno indagato. Circolavano già le foto del killer e questo presunto killer in realtà era lì per caso che giochicchiava con il cellulare.
Si scrive e si afferma che tre bombole di gas hanno una forza distruttiva molto grande, quindi nel luogo dell’esplosione si doveva trovare un piccolo cratere o almeno segni ben evidenti sull’asfalto ed invece nulla.
Ripetiamo quanto già scritto, non cerchiamo per forza qualcosa che non esiste ma qualcuno potrebbe spiegare queste presunte incongruenze o almeno togliere questi semplici dubbi?

