Udinese in Champions, Lecce in serie B. I verdetti dell’ultima giornata di campionato

E’ finita. Si chiude con una giornata densa di significati il campionato di Serie A 2011-2012, uno dei più avvincenti degli ultimi anni. Merito soprattutto del testa a testa per lo scudetto tra Juventus e Milan, con i bianconeri usciti vittoriosi soltanto sette giorni fa. Oggi era il giorno della festa e degli addii. La Juventus ha chiuso con un grande show nel suo nuovo stadio e salutato Alex Del Piero, giocatore simbolo della Juve degli ultimi vent’anni, campione vero e giocatore che ha fatto la storia di questa società. Se ne è andato con un gol dei suoi (che ha contribuito al successo sull’Atalanta) e l’affetto di tutto il popolo bianconero. Scenario simile a Milano, sponda Milan, dove non si festeggiava nessun trofeo, ma l’addio alla maglia rossonera di molti “senatori”, tra cui Nesta, Gattuso e Inzaghi (ma per Pippo potrebbe esserci un ripensamento dell’ultim’ora). Inzaghi chiude con una rete, giusto per ricordare di chi stiamo parlando, e tra le lacrime, come i compagni. Da domani si pensa al futuro. Per quanto riguarda la classifica, il 38° turno doveva decidere terzo posto e ultima retrocessione. Finisce come da previsioni della vigilia. Ai preliminari di Champions va l’Udinese, che batte il Catania e realizza il secondo miracolo sportivo consecutivo dopo la qualificazione dello scorso anno. Inutile le vittorie della Lazio, nello scontro diretto contro l’Inter, e del Napoli sul Siena. Vanno tutte in Europa League, con la squadra di Stramaccioni che dovrà pure passare per i preliminari. In serie B ci finisce invece il Lecce, che non riesce a trovare a Verona una vittoria che sarebbe stata comunque inutile considerato il contemporaneo successo del Genoa sul Palermo. Il presidente rossoblu Preziosi ha annunciato una rivoluzione e una cosa simile potrebbe accadere a Firenze, con la Fiorentina che non è riuscita a regalare una vittoria ai suoi tifosi neppure nell’ultima giornata contro il Cagliari. Addio all’Italia anche di Luis Enrique, che invece, almeno, riesce a chiudere con una vittoria, 3-2 sul Cesena e della bandiera rossoblu Marco Di Vaio, sconfitto con il suo Bologna nel derby emiliano contro il Parma. Ora è tempo di pensare al futuro e a programmare la prossima stagione. Per tutte le squadre tranne due: Napoli e Juventus che si giocheranno la finale di Coppa Italia domenica prossima.

Dopo aspettiamoci un estate ricca di colpi di mercato, considerate le rivoluzioni e le campagne di rafforzamento che dovranno affrontare quasi tutte le big.

Nel frattempo, buone vacanze a tutti voi!!!

CATANIA – UDINESE           0-2 (Di Natale, Fabbrini)

Bastava un punto all’Udinese per assicurarsi il terzo posto e i preliminari di Champions. I ragazzi di Guidolin ne fanno tre scacciando ogni fantasma. Di Natale subito pericoloso in contropiede ma il suo diagonale fuori d’un soffio a tu per tu con Carrizo è più un gol sbagliato che sfortuna. Totò si rifà poco dopo quando salta Carrizo e infila in rete con un esterno destro delizioso (19’). Il Catania prova a reagire con Gomez, che prima conclude a lato e poi si mangia un calcio di rigore assegnato per fallo su Catellani tirando a lato. Nel secondo tempo i friulani chiudono il match con un’azione personale di Fabbrini (58’). I rossoazzurri cercano almeno il gol della bandiera e Suazo e Spolli ci vanno vicinissimi. L’ultima occasione, però, è ancora per l’Udinese con Asamoah che colpisce incredibilmente il palo a porta completamente sguarnita. Il Catania chiude un campionato comunque assolutamente positivo anche se non riesce a dire addio a Montella (destinato alla panchina della Roma) come avrebbe voluto. Per l’Udinese, se è vero che vincere è difficile ma confermarsi lo è ancora di più, l’ennesimo miracolo sportivo.

I MIGLIORI:  Marchese, Seymour; Handanovic, Danilo, Domizzi, Fabbrini, Di Natale

I PEGGIORI: Carrizo, Spolli, Gomez, Ricchiuti; Benatia, Pereyra

 

CESENA – ROMA                  2-3 (Del Nero(C), Bojan(R), Lamela(R), De Rossi(R), Santana(C))

Ci si poteva aspettare una gara di fine stagione, vista la classifica delle due squadre, ma entrambe avevano motivazioni extra: il Cesena voleva chiudere con una bella prestazione davanti al proprio pubblico, mentre la Roma salutare degnamente Luis Enrique. E infatti è stata una partita spettacolare. Cesena in vantaggio con Del Nero dopo una grande azione personale di Santana (9’). I giallorossi rispondono subito con Bojan, bel tuffo di testa su cross di Pjanic (27’). La Roma ribalta il risultato con un tiro a giro di Lamela, servito splendidamente da Totti con un colpo di tacco (31’). Bojan vicino a un gran gol con un tiro dalla distanza alto di un niente, mentre Rodriguez prova a imitarlo per il Cesena. Nella ripresa Santana prova a rimettere la partita in parità, ma la Roma la chiude con cross di Marquinho e colpo di testa vincente di De Rossi (49’). Ravaglia stoppa Totti un paio di volte, Greco si divora un gol già fatto e Bojan esalta le doti del numero uno romagnolo. Al tramonto del match, il secondo gol cesenate, splendido, con Santana (90’). Da domani, per entrambe, si pensa al futuro. Il Cesena riparte dalla serie B, la Roma dal Montella-bis.

I MIGLIORI:  Del Nero, Santana; De Rossi, Lamela, Marquinho, Totti, Bojan

I PEGGIORI: Ravaglia, Rodriguez, Von Bergen, Rennella; Lobont, Jose Angel, Kjaer

 

CHIEVO – LECCE                   1-0 (Vacek)

         Per il Lecce la salvezza era un miraggio. I salentini dovevano vincere a Verona, ma la vittoria del Genoa sul Palermo avrebbe reso vana qualsiasi impresa. In ogni caso il Lecce a Verona perde e gioca pure male, meritandosi, con un finale di stagione sciagurato, la retrocessione. Ti aspetti un Lecce arrembante e invece vedi il Chievo, pericoloso con Luciano e Sardo. Il Lecce si affida a Di Michele ma un super Puggioni dice di no prima a lui, poi a Giacomazzi. Nella ripresa il portiere gialloblu si ripete su Bertolacci. Il Chievo manca un paio di buone occasioni, poi trova quella giusta con Vacek che approfitta di uno scivolone di Esposito (78’). Nel finale due chance per il pareggio, ormai inutile, per Di Michele e Giacomazzi, ma finisce con la vittoria gialloblu e il Lecce in serie B dopo due anni.

I MIGLIORI:  Puggioni, Luciano, Vacek, Paloschi; Blasi, Giacomazzi, Di Michele

I PEGGIORI: Jokic, Morero, Sammarco, Uribe; Carrozzieri, Cuadrado, Di Matteo

 

FIORENTINA – CAGLIARI     0-0

Due squadre salve solo nelle ultime giornate, ma nessuna riesce a chiudere con una vittoria un campionato assolutamente anonimo se non assai deludente. Soprattutto i viola, scialbi e senza carattere, per i quali la fine del campionato coincide con la fine di un incubo. Spettacolo zero a Firenze. Uniche occasioni degne di nota per Cerci nella Fiorentina e Ariaudo nel Cagliari. Ripresa solo un pochino meglio ed è il Cagliari a fare la partita, con Ribeiro e Nenè pericolosissimo in avvio. Neto deve superarsi su Nainggolan. Finisce a reti bianche e tra i fischi del pubblico. Il Cagliari riparte su buone basi, per la Fiorentina è tempo di programmare il futuro e, forse, di mini rivoluzione.

I MIGLIORI:  Neto, Natali, Salifu, Acosty; Agazzi, Ariaudo, Nainggolan

I PEGGIORI: Cerci, Kharja, Lazzari, OIivera; Dessena, Ekdal, Ribeiro

 

GENOA – PALERMO            2-0 (Gilardino, Sculli)

Fine di un incubo per il Genoa che a inizio stagione mai avrebbe pensato di doversi giocare la salvezza all’ultima giornata. Per fortuna dei rossoblu, il Palermo sembra già in vacanza e l’unico ad avere qualche motivazione aggiuntiva, il leccese Miccoli, era fuori per infortunio. Così, dopo un avvio di gara con i rossoblu paralizzati dalla paura, la partita si fa in discesa. Jankovic e Barreto ci provano senza convinzione, ma Frey deve fare il miracolo su Mehmeti in uscita. Lo spavento non scuote il Genoa, che rischia ancora con un gran tiro da lontano di Barreto. A inizio ripresa, però, il Genoa si porta in vantaggio con un facile tap in di Gilardino su assist di Rossi (52’). Sculli fa 2-0 con una grande azione personale: sguscia in mezzo a tre, sombrero su Brichetto e appoggio in rete di testa sul pressing di un avversario (70’). Il Genoa si salva e si prepara alla rivoluzione annunciata da Preziosi. Il Palermo dovrà costruire un futuro più roseo di quanto fatto in questa deludente stagione.

I MIGLIORI:  Frey, Rossi, Sculli, Gilardino; Viviano, Munoz, Pisano, Migliaccio, Mehmeti

I PEGGIORI: Granqvist, Belluschi; Brichetto, Labrin, Mantovani, Aguirregaray, Vazquez

 

JUVENTUS – ATALANTA               3-1 (Marrone(J), Del Piero(J), Lichtsteiner(aut)(A), Barzagli(rig)(J))

Festa grande allo Juventus Stadium per il 28° scudetto dei bianconeri, ma soprattutto festa grande per il commosso addio ad uno dei giocatori che hanno fatto la storia di questa società: Alex Del Piero. La Juve onora fino in fondo il suo campionato, battendo anche l’Atalanta e chiudendo senza sconfitte un campionato incredibile. I bianconeri riescono anche a mandare in gol Del Piero e quando giunge il momento del cambio, con standing ovation e giro di campo per il capitano, la partita non la guarda più nessuno. Denis prova a spaventare Storari in avvio, poi è solo Juve con Borriello che va vicinissimo al gol su assist di Del Piero. L’1-0 lo segna il giovanissimo Marrone, alla sua prima marcatura in serie A, con un destro violentissimo su assist di tacco di Borriello (10’). Poi, come in una storia già scritto, il raddoppio di Alex Del Piero con un destro a giro, la sua specialità, che inganna Frezzolini (28’). I bergamaschi non ci stanno a fare da vittima sacrificale e Denis fa tutto bene tranne il tiro. Atalanta pure sfortunata nella ripresa, quando Bonaventura trova un gran destro, deviato sul palo da Storari. Gara comunque riaperta da un’autorete di Lichtsteiner su tiro cross di Bellini (83’). Nel finale c’è gloria per un altro protagonista di questa meravigliosa stagione: Barzagli trasforma un rigore assegnato per fallo su Borriello (91’). Al fischio finale è festa Scudetto per la Juventus e tutti i giocatori bianconeri, con Del Piero, chi se non lui, che alza il trofeo come ai bei tempi. Per Conte si può aprire un ciclo, la prossima stagione si vedrà.

I MIGLIORI:  Barzagli, Marrone, Borriello, Giaccherini, Del Piero; Bellini, Bonaventura

I PEGGIORI: Lichtsteiner; Frezzolini, Lucchini, Moralez, Schelotto

 

LAZIO – INTER                      3-1 (Milito(rig)(I), Kozak(L), Candreva(L), Mauri(L))

Scontro diretto che poteva valere il terzo posto, ma stante la vittoria dell’Udinese, è utile solo per l’Europa League, con l’Inter che dovrà pure partire dai preliminari. All’Olimpico è partita vera che vede l’Inter partire meglio con un ispirato Guarin e un colpo di testa fuori di un soffio di Milito. Il gol nerazzurro arriva su calcio di rigore per fallo netto di Ledesma su Maicon: Milito trasforma (45’). Nella ripresa è tutta un’altra Lazio, che riesce a rimontare il risultato. Il pareggio è di Kozak su calcio d’angolo di Ledesma (59’), il 2-1 di Candreva con un bolide dal limite dopo un bella azione personale di Lulic (63’). L’Inter prova a scuotersi ma Lucio e Pazzini non trovano la porta ed è anzi la Lazio a chiudere con Mauri dopo un incursione in area di Kozak (91’).

I MIGLIORI:  Bizzarri, Lulic, Candreva, Ledesma, Mauri, Kozak; Samuel, Guarin, Milito

I PEGGIORI: Diakite, Konko; Castellazzi, Lucio, Alvarez, Cambiasso, Pazzini

 

MILAN – NOVARA               2-1 (Garcia(N), Flamini(M), Inzaghi(M))

Dopo aver perso lo scudetto nel testa a testa infinito con la Juventus, il Milan teneva a chiudere bene davanti al proprio pubblico, anche perché era la giornata degli addii. Salutano San Siro Zambrotta, Nesta, Gattuso, Van Bommel, Seedorf e Inzaghi (forse). Le cose sul campo però si mettono malissimo per i rossoneri che vanno sotto per il gol di Garcia, al termine di una mischia in area milanista (20’). Questa partita, però, il Milan non può proprio perderla e a rimettere le cose a posto ci provano proprio alcuni senatori in partenza, come Zambrotta e Seedorf. Aquilani sbaglia un gol fatto. Nella ripresa Seedorf sfiora la rete su punizione, Fontana si supera su Ibrahimovic, il pareggio lo segna il redivivo Flamini su assist di Cassano. La rimonta la completa l’intramontabile Pippo Inzaghi, con un gran gol, uno dei suoi, su assist splendido di Seedorf. Per il Milan e i suoi “vecchi” finisce come nelle fiabe, da domani si pensa al futuro.

I MIGLIORI:  Yepes, Flamini, Gattuso, Seedorf, Cassano, Inzaghi; Garcia, Pesce, Rigoni

I PEGGIORI: Amelia, Mexes, Aquilani, Mesbah, Ibra; Fontana, Centurioni, Jeda

 

NAPOLI – SIENA                            2-1 (Dossena(2)(N), Destro(S))

Il Napoli doveva solo vincere e sperare nel miracolo per centrare il terzo posto. Impresa riuscita a metà e grazie ad un insolito goleador. Il Siena conferma quanto di buono fatto vedere quest’anno, anche se ora rischia di perdere alcuni tra i protagonisti di questa stagione, Sannino e Destro su tutti. Al San Paolo il Napoli parte forte con il gol immediato di Dossena su assist di Hamsik (4’). I fuochi d’artificio non sono finiti: Lavezzi finisce giù in area e chiede un rigore, ma si continua a giocare, contropiede Siena, erroraccio di De Sanctis in uscita e Destro fa 1-1 (6’). Siena ancora pericoloso con Vergassola, poi il Napoli torna in vantaggio ancora con Dossena, tocco in mischia dopo grande slalom di Campagnaro (34’). Il Napoli prova a chiudere con Pandev, Inler e Hamsik, mentre il Siena risponde ancora con Destro e un’acrobazia di D’Agostino, ma stavolta De Sanctis è bravo.

I MIGLIORI: Campagnaro, Dossena, Hamsik; D’Agostino, Brienza, Destro

I PEGGIORI: De Sanctis, Gargano, Lavezzi; Farelli, Terzi, Bolzoni, Giorgi

 

PARMA – BOLOGNA           1-0 (Biabiany)

Il derby emiliano all’ultima giornata serve solo a stabilire chi tra Parma e Bologna si sarebbe meritato il settimo posto in classifica, suggello di un finale di campionato strepitoso e un girone di ritorno a ritmi da Champions per entrambe. La spunta il Parma, che ora vuole costruire una squadra che possa ambire a qualcosa di più di una semplice salvezza. Molto però dipenderà dal futuro di Giovinco. La Formica Atomica fa subito una magia in apertura di gara, ma Agliardi blocca. Il numero uno rossoblu si ripete su Gobbi ma non può nulla sul colpo di testa di Biabiany da calcio d’angolo (37’). Il Bologna fatica a entrare in partita e il Parma sfiora il raddoppio con Lucarelli, Floccari e Biabiany. I rossoblu non costruiscono molto se non qualche mischia e il Parma chiude al settimo posto. Campionato comunque fantastico anche per la squadra di Pioli.

I MIGLIORI:  Pavarini, Paletta, Biabiany, Giovinco; Antonsson, Diamanti, Belfodil

I PEGGIORI: Jonathan, Zaccardo, Galloppa; Garics, Ramirez, Acquafresca, Di Vaio

 

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