Crisi, Cgil-Cisl-Uil in piazza il 2 giugno contro il Governo

Roma- Le parti sociali si uniscono per incentivare con forza una “rivoluzione d’intenti” dell’esecutivo Monti: è ora di promuovere crescita, lavoro e fisco, e non preoccuparsi solo di far regolare i conti pubblici, a scapito degli italiani.

Cgil, Cisl e Uil scelgono insieme di ritornare di nuovo in piazza il giorno della festa della Repubblica, senza proclamare lo sciopero generale, ma con l’obiettivo di avere “risposte da parte del governo, altrimenti la protesta andrà avanti”.

Dopo le mobilitazioni contro la riforma delle pensioni del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e quelle a sostegno dei lavoratori esodati, il fronte sindacale incalza il governo Monti anche sui temi caldi dell’agenda politica-economica, perchè, spiega il leader della Uil, Luigi Angeletti, “è ora di cambiare marcia”.

Il tasso di disoccupazione al 9,8% mette una nuova politica sul lavoro in testa alle richieste dei sindacati perchè, sottolinea la leader della Cgil, Susanna Camusso, “il punto di rottura è molto vicino” e il rischio è quello di “una situazione che regredisce sempre di più”, mentre per Bonanni c’è solo “aria di Quaresima, senza prospettive”.

In attesa dell’incontro alle ore 17 con il ministro Fornero, i sindacati potrebbero considerare alcuni importanti “compromessi” da raggiungere con l’esecutivo, nell’ambito del c.d. “scambio politico”. Ognuno tutela i propri interessi, ma stavolta gli interessi dei lavoratori combaciano con gli interessi collettivi di un’Italia che deve ripartire e rimettersi in carreggiata al più presto possibile.

Commenti

commenti