Francia: vincono i socialisti, Hollande Presidente

È una vittoria netta quella conquistata da Françoise Hollande alle elezioni presidenziali francesi. Il candidato socialista diventa Presidente della Repubblica francese battendo al ballottaggio Nicolas Sarkozy. Alle ore 20 i risultati certificano l’elezione all’Eliseo, confermando i pronostici e attestando al 52% delle preferenze il candidato di sinistra.

Per Nicolas Sarkozy, la sconfitta dopo il suo primo mandato (in Francia è quasi una prassi farsi riconfermare, l’ultimo presidente francese rimasto in carica per un solo mandato era stato Valery Giscard d’Estaing, eletto nel 1974 e sconfitto da Mitterrand nel 1981). Si assume la responsabilità e abbassa i toni nel discorso fatto ai suoi elettori dall’ormai ex Presidente che ha ringraziato tutti e si è preso la colpa e ha promesso che non farà battaglie legislative in Parlamento lasciando lavorare Hollande. Quanto a lui, è molto probabile uno stop, forse definitivo, dopo i tanti anni in politica.

“Torno a essere francese tra i  francesi. Non sarò mai come quelli che ci hanno combattuto. François Hollande è il presidente della Francia e deve essere rispettato. Non vi dividete – ha continuato Sarkò – restate uniti, è mia tutta la responsabilità di questa sconfitta”.

Ora Sarkozy, farà nel giro di pochi giorni le valigie e lascerà l’Eliseo a un presidente socialista: era dal 1988 con François Mitterrand che la sinistra non vinceva.

Popolo di sinistra che si è ritrovato a Place de la Bastille, luogo tradizionale dei grandi raduni della sinistra, per la festa che è andata avanti fino a notte inoltrata.

Le prime parole di un Hollande Presidente visibilmente commosso, sono state d’orgoglio e di speranza:

“Sarò il presidente di tutti. Questa sera c’è una sola nazione. Ognuno sarà trattato nello stesso modo, stessi diritti e stessi doveri. Nessun figlio della repubblica sarà lasciato indietro o discriminato. Noi non siamo un Paese qualunque sul pianeta, una nazione qualunque del mondo. Noi siamo la Francia”.

A complimentarsi con il nuovo Presidente la politica di tutto il mondo: dalle telefonate di Obama e Merkel, a quelle di Napolitano e Monti. Ora sul tavolo c’è la questione europea, la crisi da risolvere e un nuovo progetto per rilanciare l’economia e i rapporti tra gli stati europei e intanto la borsa non aspetta e lo spread, che non dà neppure il tempo di festeggiare, continua a salire.

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