Ferrari celebra il mito Villeneuve

E’ entrato di diritto nella storia dell’automobilismo, pur non avendo mai vinto un campionato. D’altra parte i campioni non si giudicano dal solo numero di vittorie, ma dalla classe innata con la quale trasmettono emozioni altrimenti ancorate a olio e freni, meccanica e tattiche.

Gilles Villeneuve era un pilota canadese, amatissimo e rimpianto soprattutto da un altro mito: Enzo Ferrari. Senza ombra di dubbio è e restarà per sempre un mito di questo sport. Uno dei più amati piloti dalla tifoseria ferrarista, non tanto per il numero di vittorie (6), quanto per la generosità, l’irruenza e un coraggio senza pari, alla guida, come nella vita.

Trent’anni fa, esattamente l’8 maggio del 1982 moriva in un incidente a Zolder, in Belgio, durante gli ultimi minuti delle prove del Gran Premio. Ecco che a trent’anni di distanza, dall’8 maggio al 10 giugno, Modena sarà teatro di una mostra dedicata proprio a lui. “Gilles Villeneuve un uomo nella leggenda”, allestita al Foro Boario. Si tratta di un’esposizione monografica senza precedenti. Fra curiosità e cimeli di ogni tipo. Dalla multa per eccesso di velocità che un vigile imolese gli contestò il 22 aprile 1982 nei pressi dell’autodromo (sedici giorni prima di morire), i guanti dell’incidente, mai esposti prima, insieme a tre tute di Gilles appartenenti alla collezione Donelli Vini di Jonathan Giacobazzi.

Alla presentazione, che si terrà venerdì 4 maggio, saranno presenti anche Joanna Barthe Villeneuve, e Melanie Villeneuve, rispettivamente moglie e figlia del grande Gilles.

In libreria stanno uscendo nuove e inedite monografie, si stanno svolgendo commemorazioni un po’ ovunque e ci sarà un altro Villeneuve a guidare una Ferrari: anche se è Jacques e non Gilles, anche se è solo per un giorno. L’8 maggio il pilota canadese, campione del mondo di F1 nel 1997 con la Williams, sarà a Fiorano e salirà a bordo della 312 T4 con cui il padre corse nel 1979 per commemorare i 30 anni dalla scomparsa del padre.

Le sue imprese, non solo il leggendario duello con Arnoux, sono ricordi nitidi ancora oggi nella memoria del popolo della Rossa. A Maranello e nell’universo del Cavallino rampante, nessuno lo ha dimenticato.

Commenti

commenti