Juventus, altro passo verso lo scudetto. Bagarre terzo posto

Non cambia nulla in testa alla classifica con la Juve che vince facile, facilissimo, a Novara e il Milan che rischia solo un pochino di più a Siena. Bianconeri però più vicini al titolo visto che hanno tre punti di vantaggio, sono avanti pure per gli scontri diretti e hanno un calendario più abbordabile. Vera e propria bagarre, invece,  per il terzo posto: l’Udinese vince lo scontro diretto con la Lazio, l’Inter supera in rimonta il Cesena con qualche difficoltà in più del previsto e il Napoli conquista un punto a Roma, tagliando fuori dalla corsa i giallorossi. Ora friulani, campani, nerazzurri e laziali sono tutti appaiati a 55 punti: Napoli favorito, una (la Lazio rischia più di tutte) potrebbe addirittura finire fuori dall’Europa League. Cambia poco anche in coda perché il Lecce, battuto in casa da un Parma matematicamente salvo, non approfitta dell’ennesimo scivolone del Genoa, sconfitto a Bologna 3-2. Le due squadre si giocheranno la permanenza in serie A nelle ultime gare, ma i salentini sono ora sfavoriti. L’Atalanta festeggia un campionato da record battendo la Fiorentina, che rischia ancora, Cagliari e Chievo si dividono la posta, mentre conta poco per la classifica il pareggio nel derby siciliano tra Palermo e Catania.

ATALANTA – FIORENTINA  2-0 (Denis, Bonaventura)

L’Atalanta festeggia un campionato stupendo (se non fosse per la penalizzazione lotterebbe per l’Europa), mentre la Fiorentina sbaglia partita e si consola solo per gli stop contemporanei di Genoa e Lecce. I bergamaschi ritrovano subito il miglior Denis, che va in rete di testa in avvio su cross di … (11’). La Fiorentina prova a scuotersi ma Cassani, Jovetic e Kharja non trovano il bersaglio. Nel secondo tempo l’Atalanta raddoppia con Bonaventura, dopo che Neto aveva respinto una conclusione di Denis e che il tiro di Moralez era finito sulla schiena di un giocatore viola (51’). I nerazzurri sfiorano il tris con Moralez, ma Nastasic salva sulla linea. La Fiorentina avrebbe la super occasione di riaprire il match, ma Jovetic si fa parare da Consigli un rigore assegnato per affossamento in area di Acosty. Il montenegrino prova a farsi perdonare ma Consigli c’è sempre. Nel finale è Neto a dover salvare su un tiro a botta sicura di Ferreira Pinto.

I MIGLIORI:  Consigli, Lucchini, Bonaventura, Cazzola, Moralez, Denis; Behrami, Acosty

I PEGGIORI: Raimondi; Neto, Camporese, Cassani, Natali, Jovetic, Ljajic

 

BOLOGNA – GENOA            3-2 (Portanova(B), Ramirez(B), Palacio(G), Garics(B), Jorquera(G))

Bologna salvo, il Genoa rischia grosso ma tiene il quart’ultimo posto grazie all’harakiri del Lecce. A Bologna, felsinei dominatori nel primo tempo. Vantaggio di Portanova di testa su punizione di Diamanti (24’). Poco dopo il raddoppio con Ramirez, lesto a ribadire in rete una respinta di Frey su tiro di Di Vaio (37’). Nella ripresa c’è la sveglia Genoa: Kucka impegna Agliardi, Kaladze prende la traversa, poi arriva il gol con Palacio che sfrutta una sponda di Rossi (59’). Il Bologna prova a chiudere la gara con azione personale di Belfodil, assist di Diamanti per Garics e rete dell’esterno destro (67’), ma Jorquera la riapre su contropiede orchestrato da Palacio (67’). Nel finale è Agliardi a salvare il risultato su colpo di testa di Kucka.

I MIGLIORI:  Garics, Portanova, Diamanti, Ramirez; Jorquera, Kucka, Palacio

I PEGGIORI: Antonsson, Mudingayi; Frey, Mesto, Moretti, Belluschi, Birsa

 

CAGLIARI – CHIEVO             0-0

         Pareggio soporifero a Trieste, sede dell’esilio cagliaritano, ma ad entrambe va bene così, per festeggiare in anticipo la salvezza. Nel Chievo pericoloso Paloschi, nel Cagliari Cossu e Thiago Ribeiro. Ripresa sulla falsariga del primo tempo, con Cagliari un po’ più convinto ma impreciso sottoporta, soprattutto con Ibarbo che fallisce due buone occasioni.

I MIGLIORI:  Agazzi, Ariaudo, Ekdal, Ribeiro; Sorrentino, Acerbi, Luciano

I PEGGIORI: Astori, Ibarbo, Nainggolan; Frey, Sardo, Sammarco, Dramè, Thereau

 

INTER – CESENA                   2-1 (Ceccarelli(C), Obi(I), Zarate(I))

Che spavento per l’Inter, che prima sbatte su Antonioli che para tutto, poi va sotto e infine rimonta conquistando il terzo posto insieme alle quattro rivali per la Champions. La prima occasione è romagnola con Santana che non impegna più di tanto Castellazzi. Poi l’Inter comincia a collezionare occasioni: Nagatomo, Pazzini (errore clamoroso), Maicon, Sneijder, Pazzini, Lucio, ma Antonioli para l’impossibile. Nella ripresa i nerazzurri spingono, ancora Antonioli bravo su Pazzini, ma il Cesena risponde in contropiede con Iaquinta che prima impegna Castellazzi, poi coglie la traversa, infine trova il gol con Ceccarelli (deviazione di Nagatomo) (57’). L’Inter giustamente non ci sta e pareggia immediatamente con Obi, ma anche qui c’è una deviazione decisiva (59’). Il gol della rimonta lo segna Zarate di testa su cross di Guarin, dopo un’azione insistita dei nerazzurri. Nel finale Poli impegna ancora una volta Antonioli, che esce totalmente incolpevole da San Siro.

I MIGLIORI:  Cambiasso, Guarin, Obi, Sneijder, Zarate; Antonioli, Ceccarelli, Rodriguez, Iaquinta

I PEGGIORI: Castellazzi, Pazzini, Maicon; Martinho, Parolo, Santana, Mutu

 

LECCE – PARMA                   1-2 (Giovinco(P), Paletta(P), Tomovic(L))

Occasione persa per il Lecce che non approfitta degli stop di Fiorentina e, soprattutto Genoa, e resta inchiodato al terz’ultimo, denotando una preoccupante involuzione. Festeggia il Parma, salvo e già proiettato alla prossima stagione. Il Lecce parte bene con due tiri di Di Michele: palo su punizione il primo, fuori il secondo. Poi il Parma cresce con occasioni per Valiani e Jonathan. Giacomazzi manca la deviazione ad un passo dalla porta e il primo tempo finisce qui. Nella ripresa si sveglia Giovinco: tiro fuori e gol su punizione con un Benassi che parte in ritardo (67’). Colpo del ko del Parma con Paletta che, come un esperto attaccante, controlla un traversone teso e supera Benassi in uscita con un tocco sotto di gran classe (78’). Il Lecce trova il gol che riapre il match con Tomovic su angolo di Di Michele (83’). Un’occasione per parte nel finale: Okaka spara fuori in contropiede, Pavarini salva tutto anticipando un lanciato Seferovic. Per la salvezza, sarà testa a testa Genoa – Lecce ma ora i salentini sono sfavoriti.

I MIGLIORI:  Tomovic, Blasi, Di Michele; Mirante, Jonathan, Paletta, Valdes, Giovinco

I PEGGIORI: Benassi, Esposito, Giacomazzi, Muriel; Feltscher, Gobbi

 

NOVARA – JUVENTUS         0-4 (Vucinic(2), Borriello, Vidal)

Tutto facile al Piola per la Juventus, che sommerge il Novara e continua la sua marcia verso lo scudetto. Juve subito a mille, con Borriello, preferito a Matri e Quagliarella, che va vicino al palo in apertura. Il vantaggio arriva su punizione di un immenso Pirlo per Vucinic, che inizia la sua giornata magica con un tocco di giustezza che supera Fontana (16’). Bianconeri a ripetizione dalle parti del numero uno piemontese: Marchisio, Giaccherini, Pirlo e il gol del raddoppio con Borriello in tuffo di testa su cross di Giaccherini (40’). Nella ripresa non cambia nulla. Borriello si divora il terzo gol da solo davanti a Fontana, poi ci pensa Vidal a ribadire in rete una corta respinta di Fontana su tiro del solito Vucinic (50’). Il Novara tira in porta una volta, con Mazzarani su punizione ma Buffon c’è. Poi Vucinic chiude i conti con la sua doppietta personale, con il tap in dopo tiro di Giaccherini respinto da Fontana (64’). Gara chiusa ma c’è ancora tempo per un paio di occasioni Juve con Elia, lanciato in profondità da Pirlo, ma Fontana stavolta è bravo, e Pirlo che su punizione prende il palo esterno. Juve a un passo dallo scudetto e padrona del proprio destino.

I MIGLIORI:  Mazzarani, Pesce; Barzagli, Pirlo, Vidal, Giaccherini, Borriello, Vucinic

I PEGGIORI: Fontana, Dellafiore, Lisuzzo, Paci, Caracciolo;

 

PALERMO – CATANIA          1-1 (Legrottaglie(C), Miccoli(P))

Derby siciliano non particolarmente spettacolare e poco interessante anche per la classifica. Il punto conquistato serve a Palermo per mettersi al riparo da eventuali attacchi di quelle che seguono. Meglio il Catania in avvio con occasioni per Motta e Gomez, il Palermo alleggerisce con incursione di Mantovani e tiro parato. Il gol del Catania è di Legrottaglie che segna grazie ad una sponda aerea, difficile, di Barrientos (25’). I rosanero pareggiano a inizio ripresa con un bellissimo gol di Miccoli, bravo soprattutto nel controllo iniziale (47’). Il Catania ci riprova con Barrientos e Catellani ma Viviano è bravo, mentre sull’altro fronte Hernandez sfiora il gran gol in rovesciata. Finisce 1-1, contenti tutti e nessuno.

I MIGLIORI:  Bertolo, Miccoli; Legrottaglie, Barrientos, Gomez

I PEGGIORI: Viviano, Ilicic, Hernandez; Carrizo, Bergessio

 

ROMA – NAPOLI                  2-2 (Marquinho(R), Zuniga(N), Cavani(N), Simplicio(R))

Pareggio che accontenta poco entrambe, soprattutto la Roma, ormai tagliata fuori dalla lotta per il terzo posto. Il Napoli, invece, pur perdendo l’occasione di staccare le rivali, si ritrova favorito per lo sprint finale. Il Napoli spaventa in avvio con Zuniga, Fernandez e Hamsik, la Roma reagisce con Taddei e Gago che sbaglia l’incredibile a due passi dalla porta dopo un tiro di Totti non trattenuto da De Sanctis. Bojan impegna il numero uno azzurro poi è Marquinho a trovare la deviazione giusta su cross basso di Rosi (42’). Nel secondo tempo il Napoli reagisce alla grande: pareggio di Zuniga con un gol straordinario (49’). Lobont stoppa Inler e Maggio ma poi non può nulla sul destro a giro di Cavani (67’). Luis Enrique azzecca i cambi e Tallo costruisce la palla per il pareggio di Simplicio (88’).

I MIGLIORI:  Rosi, Simplicio, Marquinho, Totti, Tallo; Aronica, Hamsik, Zuniga, Pandev, Cavani

I PEGGIORI: Lobont, Kjaer, Gago, Pjanic, Borini; De Sanctis, Fernandez, Dzemaili

 

SIENA – MILAN                    1-4 (Cassano(M), Ibrahimovic(2)(M), Bogdani(S), Nocerino(M))

Nessun problema per i rossoneri che passano a Siena grazie a un ritrovato Cassano e ad un Ibra nuovamente devastante. Il gol rossonero alla prima vera occasione: cross basso di Ibrahimovic, Brkic non trattiene e Cassano è lì per il più facile dei tap in (26’). La coppia gol costruisce anche il raddoppio: Cassano per Ibra, dribbling secco sulla morbida marcatura di Terzi e bomba di sinistro che Brkic non vede neanche (29’). Destro manca un’ottima occasione, Boateng impegna Brkic. Nella ripresa, ancora Ibrahimovic costringe Brkic al tuffo. A sorpresa il Siena trova il pareggio grazie ad una combinazione Brienza – Destro, respinta corta di Abbiati sul tiro dell’under 21, ma Bogdani è pronto e ribadisce in rete (83’). Gara però tutt’altro che aperta, anzi il Milan dilaga nel finale prima con un incredibile azione personale in slalom di Nocerino (90’), poi ancora con Ibrahimovic su assist di Cassano in contropiede (94’). Il Milan conquista i tre punti e mantiene inalterato il divario dalla Juve, ma con una partita in meno alla fine del campionato e un calendario decisamente più impegnativo.

I MIGLIORI: Gazzi, Grossi, Bogdani; Bonera, Nocerino, Cassano, Ibrahimovic

I PEGGIORI: Brkic, Terzi, Vitiello, Brienza, Larrondo; Abbiati, Abate, Muntari

 

UDINESE – LAZIO                 2-0 (Di Natale, Pereyra)

L’Udinese batte una Lazio nervosa e incerottata e infiamma la lotta per il terzo posto, con ben 4 squadre a pari punti. Ad oggi la Lazio sarebbe addirittura fuori dall’Europa League. A Udine non c’è praticamente partita e i padroni di casa dominano pur senza creare clamorose occasioni da rete. Di Natale scalda i guantoni a Marchetti, poi Pinzi lo spaventa a morte con un destro che sfiora l’incrocio. La Lazio, già in grave emergenza, perde i pezzi: prima Matuzalem poi Biava, entrambi per infortunio. I biancocelesti costruiscono un’unica palla gol, con Rocchi che di testa impegna Handanovic. Nella ripresa l’Udinese spinge sull’acceleratore: Di Natale, Asamoah e Basta non inquadrano la porta, poi il solito Totò in acrobazia trova la deviazione giusta su cross di Domizzi (69’). Nel finale l’incredibile raddoppio: a pochi secondi dalla fine in campo si sente un triplice fischio e tutti si fermano tranne Pereyra, ma il fischio non era dell’arbitro Bergonzi e proveniva dalla tribune, l’argentino si invola con i biancocelesti in colpevole ritardo, compreso Marchetti che si era addirittura seduto a metà campo, e infila la porta vuota con un preciso esterno destro da lunghissima distanza (94’).

I MIGLIORI:  Handanovic, Asamoah, Pereyra, Pinzi, Di Natale; Konko

I PEGGIORI: Benatia, Abdi, Fabbrini; Marchetti, Dias, Scaloni, Cana, Matuzalem, Mauri

 

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