Liegi: Iglinskiy primo, Nibali grandioso.

Sì, il vincitore della classica Liegi-Bastogne-Liegi è il kazako Maxim Iglienksiy, autore di uno sprint finale da urlo, ma il secondo arrivato, l’italiano Vincenzo Nibali, conquista il merito degli elogi al termine di una gara che lo ha visto protagonista di un attacco titanico nel punto più storico del tracciato.

Quei 1800 metri finali, in salita con una pendenza di 3,5% si sono rivelati il colpo di grazia ad una splendida impresa messa in scena dall’azzurro, fuggito, anzi decollato in fuga, sulla Roche aux Faucons, la roccia dei falchi che ha portato “lo Squalo” davanti a tutti con un margine in crescendo.

Alle sue spalle gli avversari, aiutandosi a vicenda, hanno tentato in tutti i modi di ricucire quello strappo creato con un perentorio scatto, studiato già dal venerdì, dando vita ad un inseguimento in coppia.

Prima Thomas Voeckler, affiancato dal croato Robert Kiserlovski, poi è stata la volta del 27enne Bauke Mollema, insieme al kazako Maxim Iglinskiy, ed infine il kazako ha stretto i denti ed ha approfittato dell’aiuto giunto dallo spagnolo Joaquim Rodriguez per preparare la zampata decisiva sull’ultimo rettilineo del percorso.

Vincenzo Nibali è giunto per primo a Liegi ma la classica non si è chiusa lì, continuando verso Ans, regalando a Maxim Iglinskiy l’opportunità di ottenere il successo in una delle gare più importanti della stagione.

“Ero deciso a conquistare il risultato più importante, avrei voluto dedicarlo alla mia ragazza, venuta sin qui, ed alla mia squadra. Perdere in questa maniera fa davvero male. Quell’attacco lo pensavo già da venerdì ma Iglinskiy è arrivato sul rettilineo finale come un fulmine e non sono riuscito a tenergli la ruota. In cima al Saint Nicolas ci credevo davvero, poi il finale lo avete visto tutti”.

Nonostante il secondo posto finale, Vincenzo Nibali si è guadagnato l’applauso di tutti gli appassionati di ciclismo per la grande impresa messa in scena nella salita della Roche aux Faucons, portando il vantaggio sugli inseguitori dai 15” a 25” in soli tre chilometri, esaltando il pubblico presente e gli spettatori incollati allo schermo per assistere allo spettacolo.

“Sinceramente mi sarei aspettato un recupero da parte di Phillipe Gilbert, Jelle Vanendert o Joaquim Rodriguez, invece è arrivato Iglinskiy. Una sorpresa per me, avrei preferito un sorpasso da parte di Gilbert ma, contro ogni pronostico, ha vinto il meno quotato. E’ stato intelligente a sfruttare gli aiuti nell’inseguimento e poi ha concluso nel migliore dei modi”.

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