Ferrari domenica in Cina, pensando al Bahrein e sperando nella pioggia

La Formula 1 corre tra le polemiche verso il Gran Premio di Bahrein, già annullato nel 2011 per proteste e per una situazione politico e sociale ritenuta rischiosa per il circus della Formula 1. Resta a rischio anche quest’anno: molti team sono preoccupati per la loro sicurezza e per possibili contestazioni e disordini. Occorre ricordare che già l’anno scorso il Gran premio non fu disputato dopo le settimane di disordini che provocarono oltre 40 morti.

Se i team non vogliono andare, noi non possiamo costringerli

Così ha evidenziato Ecclestone in un’intervista. Ma se nessuno si oppone e nessuno prende posizione decisa ed è molto probabile che la F1 il 22 aprile correrà in Bahrein. 

Di questa decisione se ne parlerà anche questo fine settimana, in occasione del Gran Premio di Shanghai, il terzo del campionato 2012 e dove è atteso il Presidente della Federazione internazionale Jean Todt.

Domenica c’è la Cina: la Ferrari dopo l’enorme entusiasmo a seguito dell’insperata vittoria sul bagnato di Alonso, non racconta false storie e continua a rincorrere gli avversari più veloci. In pista porterà cinque modifiche alla macchina, il più visibile accorgimento è sull’ala posteriore.

Accorgimenti non tali da rivoluzionare i rapporti di forza, con McLaren e Red Bull che restano davanti. Sintetizza il d.t. Pat Fry:

Sull’asciutto siamo a 8 decimi dai migliori. Ma la pista umida sembra positiva per noi.

Ma anche ieri a Shanghai pioveva. Non resta dunque che sperare in un nuovo colpo di testa del meteo e qualche scroscio d’acqua ad esaltare le doti tecniche del Ferrarista Fernando Alonso.

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