Anonimi, invisibili, barboni o esseri umani?

E’ sceso per le scale con l’andatura un pò stanca. Altissimo, magrissimo: un cappotto lungo fino alle caviglie, a scacchi rossi e verdi; in testa, un cappello dalla strana forma con la visiera,  un bastone da passeggio in mano…

Mi è passato vicino e mi ha fatto un cenno di saluto alzando solo il mento, abbozzando un sorriso. Non ho potuto fare a meno di paragonarlo a scherlock holmes, per lo stesso modo di muoversi. Si è seduto in fondo alla fila, nell’ultimo tavolo a sinistra e, compito, educato, silenzioso, ha atteso che lo servissimo a tavola.

Lei, invece, è arrivata col suo passo strascicato, reggendosi alla solita stampella: nonostante i suoi evidenti problemi, ogni volta mi stupisce per il modo variopinto che ha di vestirsi. Maglietta nera con brillantini vari, pantaloni fucsia, piumino verde militare e scarpe da tennis nere; capelli biondo – paglia, lunghi e sciolti sulle spalle; trucco del viso vistoso ed esagerato. Tutto, è esagerato in quella minuscola donnina alta non più di un metro e quaranta… eppure, è capace di illuminare chiunque le siede accanto, con il suo sorriso.

Anonimi, invisibili, senzatetto o barboni? Non saprei definirli… quel che so, è che alcuni di essi sono straordinariamente più “umani” di alcuni altri che si definiscono tali e che, invece, non lo sono affatto.

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