Rivoluzione sul divano

Perché, mi chiedo, tutte queste lamentele verso i politici italiani? E perchè, mi chiedo, tutto questo astio verso i personaggi pubblici, i divi della tv, i presentatori di quelle trasmissioni insulse e stupide che tanto vanno di moda?…

E ancora: perchè si continua comunque a osannarli e metterli su un piedistallo? Non siamo stati forse noi, con i nostri voti, a dare tutto questo potere a chi oggi vorremmo toglierlo? Non siamo stati sempre noi a rendere una trasmissione, in cui un branco di polli razzola in un recinto, un “evento mediatico”? Grande pubblico, grossi introiti per i protagonisti e per chi conduce quel genere di trasmissioni; e a noi, resta solo la soddisfazione di guardare dal buco della serratura.

La verità è che noi italiani siamo pronti a fare rivoluzioni solo a parole: a parlarne con enfasi e calore solo nei bar; scendiamo in piazza, ma per discuterne davanti a un tramezzino, o in coda alla cassa del supermercato; e su faccia da libro. Abbiamo paura di perdere le nostre sicurezze e le nostre abitudini e amiamo il quieto vivere: questa, purtroppo, è la realtà.

Le rivoluzioni, le prese di posizione, i disagi, li sopportiamo solo comodamente seduti sul divano di casa, discutendo dei problemi del paese mentre guardiamo un dibattito in tv, in cui i soliti opinionisti dicono la loro, sollevandoci un pò la coscienza e dandoci l’illusione di lottare. In realtà, vengono pagati profumatamente per farlo (da noi).

Nulla è cambiato e nulla cambierà: come sempre.

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