Caso Orlandi, il Vaticano deve parlare

Roma- Giugno 1983. Emanuela Orlandi scompare nel nulla. Tuttavia i pubblici ministeri della procura capitolina sono convinti che “alcune personalità” dell’epoca, ancora vive, della Santa Sede sappiano fatti rilevanti per le indagini.

Instancabilmente il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, ha lanciato appelli al Papa, affinché si smuovessero le coscienze di “chi sa e non vuole parlare”, anche appellandosi alla loro religiosità.

Il commento di Pietro Orlandi, che ritiene un passo importante l’invito dei procuratori a “parlare”, indica che non si può più indugiare: “Ci sono coperture ad alto livello: sono 29 anni di omertà“. Purtroppo il fratello di Emanuela rivela in un’intervista radiofonica che dall’inizio della vicenda chi indagava gli ha fatto sapere che “è tutto racchiuso nelle mura Leonine”; se ora si è avuto il coraggio di appellarsi pubblicamente a personaggi del Vaticano, è chiaro che ci sono sviluppi importanti, nonché certezze.

Fonte: Ansa.it (http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201204021717-ipp-rt10181-caso_orlandi_pm_la_tomba_de_pedis_non_sara_aperta)

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