Si riaccende la sfida Scudetto. StraInter a San Siro

La trentesima giornata riapre il campionato, perché il Milan pareggia a Catania (con solite polemiche arbitrali a distanza con la Juve per un “gol non gol” di Robinho) e la Juve strapazza il Napoli, vincendo nettamente 3-0. Si accende anche la lotta per il terzo posto perché le sconfitte di Lazio (3-1 a Parma), Udinese (1-0 a Siena) e Napoli, rimettono in corsa anche la Roma, che batte il Novara con un dirompente 5-2. Esordio positivo sulla panchina dell’Inter per Stramaccioni, che a San Siro supera il Genoa al termine di un pirotecnico 5-4, ma gli elogi sembrano esagerati visto il risultato e gli errori difensivi che rispetto alla gestione Ranieri non sono cambiati di una virgola. I rossoblu vedono ora lo spettro della retrocessione, così come la Fiorentina, che fa harakiri nello scontro diretto contro il Chievo. Non ne approfitta però il Lecce, che non va oltre lo zero a zero casalingo contro un Cesena ormai rassegnato. Respirano Palermo e Cagliari a scapito, rispettivamente, di un Bologna comunque tranquillo e di un’Atalanta virtualmente salva.

BOLOGNA – PALERMO        1-3 (Sorensen(B), Donati(P), Hernandez(P), Morleo(aut)(P))

Brutta sconfitta del Bologna, anche se la zona retrocessione resta abbastanza distante, mentre la vittoria dà morale al Palermo, che resta, però, una delle poche squadre senza particolari ambizioni di classifica. Occasioni da ambo le parti in avvio: Diamanti, due volte, per il Bologna, Donati e Ilicic per il Palermo. Secondo tempo decisamente più vivace e dopo un’occasione per Hernandez, il Bologna passa in vantaggio con Sorensen, bravissimo a trovare l’angolino con un diagonale perfetto dopo una proiezione offensiva (50’). Di Vaio si divora il raddoppio in contropiede facendosi parare la conclusione a tu per tu con Gillet, dopo che Ramirez gli aveva spalancato la porta con un assist solo da spingere in rete. Per i padroni di casa è l’inizio della fine: Donati pareggia con un innocua punizione che nessuno devia e trae in inganno Gillet (73’); Hernandez fa 2-1 su passaggio di Donati dopo aver sbagliato un’altra buona occasione (76’) e un autogol di Morleo nel tentativo di anticipare Ilicic chiude i conti. Prima e dopo c’era stato il tempo per l’espulsione di Mantovani (doppio giallo) e un palo di Gimenez del Bologna.

I MIGLIORI:  Sorensen, Taider, Gimenez; Donati, Ilicic, Budan, Hernandez

I PEGGIORI: Gillet, Cherubin, Portanova, Di Vaio; Aguirregaray, Mantovani

 

CAGLIARI – ATALANTA       2-0 (Conti, Pinilla)

Vittoria bella e importante del Cagliari che aggancia proprio i bergamaschi e si allontana dalla zona retrocessione. La squadra di Ficcadenti parte forte e dopo un palo di Pinilla è già in vantaggio con una pennellata punizione di Conti (11’). La reazione dell’Atalanta è in una “puntata” fuori di Tiribocchi su assist di Schelotto. Thiago Ribeiro manda alle stelle da buona posizione, mentre Conti ancora su punizione impegna Consigli. Nel secondo tempo, Carmona prova un sinistro da fuori, ma Avramov, entrato per l’infortunato Agazzi, fa il miracolo. Il Cagliari mette al sicuro il risultato con un contropiede magistrale, concluso in rete da Pinilla su assist di Ekdal (55’). L’Atalanta ci prova con Tiribocchi, Lucchini e Gabbiadini, ma Avramov c’è.

I MIGLIORI:  Agazzi, Avramov, Conti, Ekdal, Pinilla; Carmona, Moralez

I PEGGIORI: Agostini; Consigli, Manfredini, Raimondi, Tiribocchi

 

CATANIA – MILAN               1-1 (Robinho(M), Spolli(C))

Il Milan fermato da un bel Catania e dall’arbitro, vede riavvicinarsi la Juventus. La sfida scudetto si riaccende improvvisamente. Prima occasione per Bergessio con palla a lato, poi Emanuelson e Ibrahimovic impegnano Carrizo. Dall’altra parte il più pericoloso è sempre Bergessio, ma il gol del vantaggio lo trovano i nerazzurri con Robinho, liberato in area da Ibra (34’). Catania subito vicino al pareggio con una traversa di Gomez, poi, a inizio ripresa, “El Papu” si vede annullare un gol per fuorigioco millimetrico. Il pareggio lo segna Spolli in mischia su assist di Legrottaglie (57’). Poi l’episodio che scatenerà le proteste rossonere: Robinho se ne va sul filo del fuorigioco, salta anche Carrizo e tira, Marchese salva sulla linea, oltre secondo il Milan, regolare per l’arbitro. I dubbi rimangono. Il Milan ci prova ancora con Mexes di testa, miracolo di Carrizo, e Ibrahimovic tre volte. Il risultato però resta di 1-1, con il Milan che ora pensa al Barca, ma non deve distrarsi dal campionato, e il Catania che non abbandona il sogno europeo.

I MIGLIORI:  Carrizo, Legrottaglie, Spolli, Gomez; Abate, Bonera, Ibrahimovic, Robinho

I PEGGIORI: Motta, Barrientos, Izco; Abbiati, Mexes, Aquilani, Emanuelson, Nocerino

 

FIORENTINA – CHIEVO        1-2 (Pellissier(C), Ljajic(F), Rigoni(C))

Chievo già virtualmente salvo e Fiorentina sull’orlo del baratro retrocessione: chi l’avrebbe detto a inizio stagione ? Eppure i viola forniscono l’ennesima prestazione sottotono e Di Carlo se ne va con tre punti meritatissimi. La Fiorentina parte in avanti con un bolide di Pasqual fuori di poco, ma è il Chievo a passare con Pellissier che sfrutta uno sciagurato retropassaggio di Natali e supera Boruc (24’). La Fiorentina ci prova da fuori con Vargas e Jovetic ma la mira è sbilenca, così come quella di Pellissier che sbaglia il pallonetto solo davanti a Boruc. Nella ripresa, sinistro pericoloso di Cruzado e poi quello di Pasqual, prima del gol del momentaneo pareggio viola con Ljajic, direttamente su punizione (71’). Sembra l’inizio di una possibile rimonta, anche perché il neo entrato Ljajic è ispirato, invece nel finale Pasqual sbaglia un disimpegno regalando palla a Paloschi, traversone in mezzo e deviazione vincente di Rigoni (88’). Chievo vincente, Fiorentina a +5 sul Lecce terz’ultimo e l’effetto Samp comincia a far paura.

I MIGLIORI:  Montolivo, Ljajic; Bradley, Luciano, Rigoni, Paloschi, Pellissier

I PEGGIORI: Boruc, Natali, Pasqual, Jovetic, Marchionni, Amauri;  Cesar, Dainelli, Frey

 

INTER – GENOA                   5-4 (Milito(2)(I), Samuel(I), Moretti(G), Palacio(rig)(G), Zarate(I), Gilardino(rig2), Milito(rig)(I))

Chi si aspettava un esordio così per il baby mister nerazzurro Stramaccioni ? A San Siro è successo di tutto: nove gol, 4 rigori, tante occasioni e tanti errori difensivi. Nel primo tempo, nerazzurri padroni del campo e subito avanti con Milito, imbeccato dal cross di Forlan (13’). Frey deve fare un miracolo su Cambiasso, poi è 2-0 del Principe lanciato in profondità dalle retrovie (27’). Il terzo gol nerazzurro, che sembra regalare un pomeriggio di assoluta tranquillità per l’Inter, lo segna Samuel in acrobazia, deviando un tiro cross di Lucio (38’). Il Genoa riapre la gara nel recupero del primo tempo: Cambiasso salva sulla linea su colpo di testa di Sculli, che riprende la respinta e ci prova in rovesciata, Moretti è sulla traiettoria e beffa Julio Cesar (47pt). A inizio ripresa i rossoblu provano la rimonta portandosi sul 2-3 con Palacio che trasforma un rigore assegnato per mani di Zanetti su Sculli (59’). Zarate prova a rimettere le cose a posto con dribbling secco e stupendo destro a giro sul palo dove Frey non può arrivare (74’). Sembra fatta, ma un altro rigore rimette in corsa il Genoa: Palacio se ne va da solo verso Julio Cesar che lo stende, rigore ed espulsione del portiere nerazzurro; Gilardino trasforma (80’). Non è finita, Guarin, appena entrato viene steso in area, Milito segna il calcio di rigore (80’). Poi, all’ultimo minuto, definitivo 4-5 del Genoa con un altro rigore, il quarto, assegnato per fallo di Lucio sul solito Sculli e segnato da Gilardino (90’). Per l’Inter ciò che conta sono i tre punti e sono arrivati, il Genoa trema se si guarda indietro.

I MIGLIORI:  Samuel, Stankovic, Milito, Zarate; Moretti, Sculli, Gilardino, Palacio

I PEGGIORI: Julio Cesar, Poli, Lucio; Frey, Carvalho, Kaladze, Mesto, Veloso

 

JUVENTUS – NAPOLI           3-0 (Bonucci, Vidal, Quagliarella)

         In pochi si sarebbero aspettati, probabilmente, una Juve così dirompente. Il 3-0 al Napoli è l’ennesima prova di forza e ed esame di maturità superato e ora i bianconeri tornano prepotentemente a sperare nello scudetto. Avvio tutto di marca bianconera, con Pirlo ispiratissimo: sul suo cross non arriva nessuno, poi una punizione velenosa e infine l’assist per l’incornata di Vidal fuori di poco. Il Napoli non sembra nemmeno in campo e l’unica occasione, si fa per dire, è una punizione fuori di Lavezzi. Nella ripresa la Juve accelera e passa: segna Bonucci che dopo essere andato vicino alla rete, trova il gol deviando fortunosamente un tiro di Vucinic (53’). Vucinic si vede annullare un gol per dubbio fuorigioco, poi Vidal fa 2-0 ubriacando Campagnaro e beffando con un diagonale potente De Sanctis (75’). Il Napoli non reagisce e così la Juve chiude i conti con i nuovi entrati Del Piero e Quagliarella: assist al bacio del primo e diagonale preciso del secondo (83’). Finisce 3-0, la Juve si porta a -2 dal Milan, mentre il Napoli perde l’occasione di agganciare il terzo posto dopo le sconfitte di Lazio e Udinese.

I MIGLIORI:  Bonucci, Pirlo, Vidal, Del Piero, Quagliarella; Gargano

I PEGGIORI: Lichtsteiner, Borriello, Vucinic; Aronica, Hamsik, Zuniga, Cavani, Lavezzi

 

LECCE – CESENA          0-0

Male il Lecce che contro una squadra già condannata non riesce a vincere perdendo l’occasione di accorciare sulla zona salvezza. Onore ai romagnoli, invece, che nonostante la situazione più che compromessa tirano fuori l’orgoglio. Subito Mutu con tiro alto, poi quella che rimarrà la più grande occasione leccese con palo di Delvecchio. Il Cesena è vivo e si vede con Santana e Mutu, mentre dall’altra parte è Cuadrado dopo doppio dribbling e tiro a impegnare Antonioli. Il numero uno del Cesena si ripete con un vero e proprio miracolo su deviazione sottomisura di Di Michele. La partita rimane vivace e aperta. Nel secondo tempo ci provano Colucci e Cuadrado, Bojinov e Mutu, sul quale è decisivo due volte Benassi. Finisce a reti bianche nonostante le tante occasione, il Lecce a -5 sulla salvezza può ancora crederci, il Cesena ormai no.

I MIGLIORI:  Benassi, Delvecchio; Antonioli, Colucci, Moras, Arrigoni, Mutu

I PEGGIORI: Cuadrado, Muriel, Bojinov; Pudil, Djokovic, Martinho, Malonga

 

PARMA – LAZIO                   3-1 (Mariga(P), Floccari(2)(P), Scaloni(L))

Scatto salvezza del Parma, che tra sé e la retrocessione mette altre due squadre, Fiorentina e Genoa, e 8 punti. Succede tutto o quasi nel primo tempo. Ducali subito avanti con Mariga che sfrutta un assist di Biabiany dopo corta respinta di Marchetti su Floccari (6’). Raddoppio immediato di Floccari, testa dopo girata svirgolata di Paletta che si trasforma in assist (12’). La Lazio sfiora il gol con Mauri, poi lo trova con un destro di Scaloni sporcato dalla difesa parmigiana (36’). Nella ripresa magia di Floccari con palla alta, poi l’attaccante ex laziale trova il suo secondo gol in spaccata su punizione di Giovinco (71’). Nel finale occasione anche per Giovinco, ma Marchetti respinge in angolo. La Lazio perde l’occasione di andare in fuga per il terzo posto e anzi ora deve guardarsi non solo da Udinese e Napoli ma pure dalla Roma.

I MIGLIORI:  Biabiany, Galloppa, Mariga, Floccari, Giovinco; Scaloni, Gonzalez

I PEGGIORI: Marchetti, Biava, Dias, Radu, Konko, Matuzalem, Rocchi, Alfaro

 

ROMA – NOVARA                5-2 (Caracciolo(N), Marquinho(R), Osvaldo(R), Simplicio(R), Bojan(R), Morimoto(N), Lamela(R))

Vittoria in rimonta ma larghissima per la Roma di Luis Enrique che, dopo il grande spavento per il vantaggio di Caracciolo, raddrizza alla grande la gara e ora può davvero credere al terzo posto. L’airone piemontese è ispiratissimo in avvio: prima si fa 50 metri di campo per servire Jeda anticipato da Stekelenburg, poi vola di testa sul cross di Gemiti e infila l’angolino con l’aiuto del palo (17’). Pareggio quasi immediato con Marquinho, testa su cross di Osvaldo (24’). Poi è l’italo argentino a completare la rimonta, anche questa volta di testa su angolo di Totti (34’). Poco dopo traversa dello scatenato Osvaldo su imbeccata di Jose Angel. Roma padrona del campo, ma in difesa si balla un po’ troppo e Caracciolo è sempre pericoloso. Simplicio mette al sicuro il risultato con un cucchiaio di tottiana memoria dopo parata di Fontana su conclusione di Marquinho (55’). Bojan fa 4-1 con discesa sulla sinistra e diagonale perfetto (64’). Morimoto ha tempo di accorciare su passaggio di Caracciolo (78’), ma l’ultima rete la segna in pieno recupero Lamela, gol liberazione per lui (92’).

I MIGLIORI:  Lamela, Marquinho, Simplicio, Bojan, Osvaldo; Gemiti, Caracciolo, Morimoto

I PEGGIORI: Kjaer, De Rossi, Taddei; Fontana, Ujkani, Garcia, Lisuzzo, Paci

 

SIENA – UDINESE                 1-0 (Destro)

Vittoria importantissima del Siena, che approfitta di un Udinese in netto calo  e si toglie dalle zone calde di classifica. Male i friulani che non sfruttano la sconfitta della Lazio e ora devono guardarsi anche dal ritorno di Roma e Inter per un posto in Europa. Destro subito protagonista con un palo. Gazzi manda alto a porta vuota. Sono le uniche occasioni del primo tempo. Nella ripresa, Udinese un po’ meglio, con Di Natale che pareggia i conti dei legni, cogliendo il palo di testa su cross di Armero. Nel Siena il più pericoloso è sempre Mattia Destro che prima impegna Handanovic a terra, poi lo supera con deviazione al volo su assist di Gazzi (70’). La squadra di Guidolin reagisce, ma Di Natale sbatte più volte su Pegolo e l’arbitro Tagliavento si “perde” almeno un paio di rigori in favore dei friulani, quindi il risultato non cambia più.

I MIGLIORI:  Pegolo, Gazzi, Brienza, Destro; Armero, Pinzi, Torje, Di Natale

I PEGGIORI: Contini, Rossettini, Larrondo; Coda, Fabbrini, Pereyra, Barreto

 

 

Commenti

commenti