Pd, Pdl e Udc: accordo sulla legge elettorale

Roma- Mai dire mai, nella politica. I tre leaders della politica italiana, Alfano, Pdl, Bersani, Pd e Casini, Udc, aprono al confronto per unirsi in un’unica volontà: cambiare la legge elettorale in vigore, definita “Porcellum” dal suo stesso ideatore, Roberto Calderoli.

Dopo due ore di accordo dell’incontro della maggioranza convocato a Montecitorio, si è deciso di incanalare la riforma della legge elettorale parallelamente alla riforma della Costituzione.

Previsto il ritorno alle preferenze, niente obbligo di coalizione, soglia sbarramento, nome del premier; in più si è parlato dell’importante questione sul taglio dei parlamentari. Maroni, Lega, la ritiene “Una porcata”.

Riguardo al numero dei parlamentari, dovrebbe scendere a 500 deputati (da 630) e 250 senatori (da 315). Così si è pronunciato Casini: “Sul numero dei parlamentari la decisione dovrebbe essere questa: al massimo ci potrà essere una norma transitoria”. Regole nette e decise, in forza di una politica che sembra mutare il proprio ostruzionismo, per progredire nelle idee a beneficio del Paese.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un incontro pomeridiano con il Presidente del Senato Schifani, al Quirinale, ha riferito di esser soddisfatto, anche se nell’accordo non si è trattato del tema del lavoro.

Schifani si è impegnato con il Capo dello Stato di vigilare affinché vengano rispettati i tempi per l’approvazione, al Senato, delle riforme costituzionali e della legge elettorale in tempi tali da divenire leggi entro la legislatura.

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