Monti blinda la riforma del lavoro: polemiche

Roma- Il Presidente del Consiglio, Mario Monti,parla chiaro: “Nessuno può pensare che la formula “salvo intese” possa rappresentare un viatico per mettere le mani sul testo appena varato”.

Nonostante la forma utilizzata per il testo della riforma, ossia il disegno di legge, con cui l’esecutivo potrà più facilmente apportare emendamenti, Monti difende a spada tratta le decisioni intraprese su articolo 18 e sul nuovo mercato del lavoro.

Bersani, Pd, invita ancora una volta a cambiare l’orientamento sull’articolo 18.

Al forum Confcommercio di Cernobbio, il premier ammette che “la situazione dell’Italia non è brillante”, rimarcando la necessità della riforma.

“L’ultima parola spetta al Parlamento“, avvisa ancora Monti, ma avverte che “chi promette di risolvere i problemi in cinque mesi, fa solo false promesse, perché rischiamo anche il contagio della Spagna”.

La scelta del disegno di legge non sembra per niente piacere al segretario Pdl, Angelino Alfano, che cerca di “sfidare” l’esecutivo tecnico.

Riguardo al c.d. scambio politico con le parti sociali, il Presidente del Consiglio rivolge lo sguardo al passato, dichiarando che “prima le categorie erano troppo ascoltate“, come a dire che la situazione in cui versa l’Italia non può cedere a compromessi ma deve trovare una direzione univoca e obbligata per uscire dalla crisi e dalla disoccupazione, agevolando l’intero mercato del lavoro.

Intanto la Lega di Bossi e l’Italia dei valori di Di Pietro, si preparano all’attacco; è scontro aperto tra il segretario generale Cgil Camusso e il ministro Fornero.

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