Draghi: “Permangono i rischi della crisi, anche se il peggio è passato”

Berlino- In un’intervista a un quotidiano tedesco, il Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ripropone un resoconto sull’andamento della crisi finanziaria, sorta negli Stati Uniti con i mutui subprime, e propagatasi nel nostro continente.

I mercati hanno subito risentito, con gli investitori che facilmente hanno smesso di acquistare i titoli di Stato dei paesi “più a rischio”, provocando un effetto domino, come nel caso Grecia, insieme con il fenomeno della speculazione che ha messo in discussione l’intero sistema economico europeo.

Draghi ammette: “Il peggio è passato ma restano rischi, la fiducia degli investitori sta tornando. La palla è ora ai governi che devono assicurare in modo sostenibile la zona euro contro le crisi”.

Il nostro ex Governatore di Bankitalia ha voluto sottolineare da sempre la possibilità e la facilità con cui un paese può perdere la fiducia degli investitori, e come sia poi difficile riacquistarla. Molti leaders europei hanno tuttavia riconosciuto il rilancio dell’Italia a livello internazionale, dovuto soprattutto alle riforme di lungo periodo di risanamento dei conti pubblici e di una rivoluzione generale che sta coinvolgendo molti campi della società italiana.

Da ultimo gli organismi dell’Unione europea attendono con ansia la riforma del lavoro, da cui partirà una nuova task force per ristabilizzare l’economia del Bel Paese e distruggere l’ombra della disoccupazione, in particolar modo quella giovanile.

Il Presidente Bce prosegue: “La situazione si è stabilizzata. Importanti indicatori della zona euro come l’inflazione, le partite correnti e il deficit sono meglio, ad esempio, che negli Stati Uniti”. Il compito della Bce è infatti quello di regolare la politica monetaria, controllando e monitorando l’inflazione, ossia le variazioni dei prezzi.

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