Camusso frena sull’articolo 18: “Proposte non convincenti”

Roma- Il segretario generale di Cgil, Susanna Camusso, respinge le avance del Governo su possibili modifiche da apportare all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Per la Camusso”c’è ancora tanta strada da fare” e “non basta certo una foto su Twitter per dimostrare il raggiungimento di un’ampia maggioranza“, riferendosi alla foto pubblicata sul social network in cui appaiono gioisi e uniti i maggiori leaders della nostra politica: Bersani, Pd, il premier Monti, Angelino Alfano, Pdl e Casini, Udc.

Il Presidente del Consiglio Monti, tuttavia, ritiene che la “riforma del lavoro sia in dirittura d’arrivo”. Il leader Pd Bersani si dice ottimista e sulla giustizia riferisce che “sono state confermate le norme anticorruzione senza stralcio, c’è stata una buona discussione sul piano del lavoro, con una netta indicazione al governo a lavorare per un buon accordo con le risorse e l’impegno necessario”.

Sarà che le modifiche al famoso articolo 18, ritenuto da sempre intoccabile dalle parti sociali, non vengono proprio considerate giuste dai sindacati, o almeno dalla Cgil, la Camusso prosegue dicendo che “Vedremo quali proposte saranno fatte: quelle sentite finora dal governo non ci convincono, e non vanno bene”; quindi la linea Camusso si propone di vedere le carte del Governo e ottenere il massimo possbile.

“Come abbiamo sempre detto per noi l’articolo 18 è una tutela generale, ha una funzione di deterrenza rispetto all’arbitrio dei licenziamenti. Quindi una discussione deve partire dal salvaguardare questo principio”: la Camusso ha sempre tenuto a ribadire l’importanza dell’articolo 18 e la sua funzione di norma di civiltà, per cui deve essere tutelato come se fosse un principio costituzionale.

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