Caricature…

A chi non capita, prima o poi, di avere qualche rimpianto…

Ne ho, come tutti. Vorrei chiedere scusa, per esempio, al signor Poggi che, all’inizio della mia vita a Milano, conobbi sul luogo in cui lavoravo: si prese una cotta per me; era piuttosto brutto, sgraziato, timido e goffo, eppure, di una sensibilità straordinaria. Ricordo che lo presi in giro, un giorno, disegnando la sua figura e facendone una caricatura piuttosto “cattiva”, senza accorgermi che lui era alle mie spalle e che lo aveva visto. Fu terribile girarmi e guardare i suoi occhi addolorati, tristi… eppure, fece una battuta di spirito e se andò nel suo ufficio con gran dignità. Il giorno dopo si comportò come se nulla fosse accaduto.

Ecco: questa è una cosa che ancora oggi non riesco a perdonarmi. So che vive da solo, non si è mai sposato e ormai è già in pensione; il mio intento è quello di andare a trovarlo un giorno, e spiegargli che, allora, non ero consapevole: si possono ferire le persone anche solo con uno sguardo, con una frase in apparenza trascurabile: perfino con un disegno, se non si fa attenzione, se non si riflette bene sulle proprie azioni. Quante cose stupide si fanno a 20 anni!

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