Liberalizzazioni, sì al Senato ma scontri sulle banche

Roma- Il Senato approva il maxi-emendamento in 237, sostenendo nuovamente l’esecutivo Monti. Stavolta anche il partito della Lega, di Bossi appoggia le modifiche, necessarie al decreto Semplificazioni.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha invitato i gruppi parlamentari a presentare la loro inziativa per gli emendamenti, mentre Anna Finocchiaro, Pd, ritiene che sia compito del Governo intervenire.

Intanto Gasparri, Pdl, si chiama fuori, disconoscendo la paternità delle modifiche al testo; il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, richiede infatti la riforma del sistema bancario, ponendo in prima fila il suo partito, a patto che l’esecutivo faccia la prima mossa.

Sempre dall’ala sinistra, Anna Rita Fioroni ha presentato all’ultimo momento un emendamento che ha fatto indiavolare il rappresentante delle banche italiane (Abi), Giuseppe Mussari, riguardo al blocco delle commissioni, in modo da inibire le clausole che le prevedono nei contratti.

Nonostante il “tira e molla” tra Parlamento e Governo, Confindustria si dice preoccupata per la situazione: “La nullità di tutte le commissioni bancarie inciderebbe sul livello dei tassi d’interesse, determinandone un aumento generalizzato”.

Tale norma rappresenterebbe forse una “sanzione” per le banche, viste responsabili della crisi che ha coinvolto famiglie e imprese? Mussari spiega che “Non siamo nemici delle famiglie e delle imprese anzi stiamo facendo un grande lavoro per il paese”. Tuttavia le banche, vere protagoniste di questa crisi, attingendo dalla Banca centrale europea, sono accusate di aver dato una stretta al credito per imprese e famiglie.

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