Basket: Siena supera Cantù e sono 12

Dopo aver superato la Banco di Sardegna Sassari e l’ Olimpia Milano, la Montepaschi Siena batte la Bennet Cantù in finale e si aggiudica il 12° trionfo nazionale in tre anni, portando a quota quattro le coppe consecutive conquistate da quando Simone Pianigiani siede sulla panchina dei toscani.

David Andersen esce come miglior giocatore dell’incontro con 23 punti messi a segno, di cui 18 nei soli primi due parziali di gioco, rafforzato da una prestazione generale di altissimo livello, con David Moss (14), Nikos Zisis (10) e Ksystof Lavrinovic (16), partito dalla panchina e perfetto nelle conclusioni all’interno della zona pitturata (5/5).

I lombardi tentano di arginare la regia della Montepaschi Siena mettendo Doron Perkins su Bo McCalebb, obbligandolo a quattro palle perse, ma senza trovare soluzioni continue in attacco, soffrendo molto in zona difensiva.

Nicolas Mazzarino, Manuchar Markoishvili e Vladimir Micov deludono le aspettative mentre gli uomini di coach Simone Pianigiani chiudono il match all’inizio della ripresa con David Moss e David Andersen, quest’ultimo migliorato ulteriormente sui tiri dalla distanza, arma estremamente temibile per un lungo del suo calibro.

Aprendo gli spazi grazie alla pericolosità lontano da canestro, la Montepaschi Siena non concede un attimo di respiro ai lombardi ottenendo il quarto successo consecutivo in Italia al PalaOlimpico di Torino, gremito di tifosi accorsi in gran numero per assistere all’evento.

“Grazie ad Andrea Bargnani ho imparato ad avere fiducia nei miei tiri ed il miglioramento mi sembra evidente. Sono tornato con l’obiettivo di vincere e ci sono riuscito con una squadra eccezionale. Giocare al fianco di Ksystof Lavrinovic rende le cose ancora più semplici. I miei compagni mi hanno aiutato molto e ci siamo meritati questa splendida vittoria”.

David Andersen, mvp dell’incontro finale della Coppa Italia 2012, ringrazia il “Mago” che fu suo compagno di squadra tra le fila dei Toronto Raptors nella scorsa stagione, quando il 31enne militava in NBA, esaltando il valore del gruppo, ormai dominatore in ambito nazionale.

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