Nuovi contratti, iter speciale per l’articolo 18

Roma- Il Governo tecnico Monti ribadisce la volontà di profondo cambiamento del lavoro. L’articolo 18, di cui più volte il premier ha voluto sfatare “il mito”, ritenendo che non fosse più un tabù, denota la controversia relativa alla disciplina dei licenziamenti.

Sul punto e sulle garanzie dei lavoratori le parti sociali vogliono ridurre al minimo i sacrifici. Proprio al fine di condurre un dialogo stretto con i sindacati l’esecutivo ha scelto un iter speciale per permettere al Parlamento di esprimersi fino all’ultimo.

La strada della legge delega, tolta l’ipotesi impossibile del decreto-legge per la complessità della materia, sembra la più efficace, al fine di consentire l’introduzione delle linee guida per i provvedimenti del Governo. All’esame del Parlamento andranno i singoli decreti delegati, più specifici, ma solo per una “revisione”.

In visita a New York, il Presidente del Consiglio ha promesso la riforma del lavoro entro marzo, auspicando all’appoggio delle parti sociali; quest’ultime appaiono discordanti: la Cigl si dice disponibile limitatamente ad accorciare l’iter processuale delle cause per licenziamenti.

Confindustria poi ritiene che la tutela dei licenziamenti per giusta causa devono esser circoscritti a quelli discriminatori o nulli. Nel mezzo c’è la posizione di Bonanni, leader del Cisl, secondo cui vi dovrebbe essere una larga intesa riguardo alla reintegrazione sul posto di lavoro, eliminando i licenziamenti soggettivi.

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