AIR, Le Voyage Dans La Lune

Forse tutti ricordano il film Le voyage dans la Lune per la collisione della navicella spaziale con l’occhio lunare (in un contesto fantascientifico, non è strano che la luna presenti fattezze umane).

Era il 1902 e d’allora quella sarà annoverata tra le scene cult della storia del cinema.

Il cortometraggio – ispirato, in chiave parodistica, ai romanzi di Verne (De la Terre à la Lune) e di Wells (The First Men in the Moon) – narra le vicissitudini del primo sbarco

dell’uomo sul satellite ma altri non è che un allegoria del viaggio verso altri mondi come pura curiosità, volta unicamente alla ricerca del nuovo e dell’ incantevole.

Un secolo ed oltre, la pellicola (del regista ed illusionista francese Georges Méliès, ndr) viene proiettata – in versione restaurata – al Festival di Cannes 2011.

L’accompagnamento musicale all’evento è affidato agli AIR, affermato duo elettronico francese (Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel); da lì, poi la decisione di trasporre il lavoro in un disco.
Trentun minuti futuristi (Sonic Armada), maestosi (Seven Stars), sussurati (Who Am I Now?), stillanti (Cosmic Trip), soavi (Moon Fever).

Ideatori di un linguaggio electro-pop dal sapore notevolmente retrò, gli AIR si rivelano raffinati esegeti della ricongiunzione tra passato e futuro: essenzialità (si ricordi che Le voyage dans la Lune fu girato con mezzi rudimentali) e presa diretta (gli strumenti sono suonati live) appaiono i punti forza dell’Lp che si riserva – al pari del film – di essere una forma d’arte spontanea.

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