Gabriella Scafuri
7 febbraio 2012

AIR, Le Voyage Dans La Lune

Forse tutti ricordano il film Le voyage dans la Lune per la collisione della navicella spaziale con l’occhio lunare (in un contesto fantascientifico, non è strano che la luna presenti fattezze umane).

Era il 1902 e d’allora quella sarà annoverata tra le scene cult della storia del cinema.

Il cortometraggio – ispirato, in chiave parodistica, ai romanzi di Verne (De la Terre à la Lune) e di Wells (The First Men in the Moon) – narra le vicissitudini del primo sbarco

dell’uomo sul satellite ma altri non è che un allegoria del viaggio verso altri mondi come pura curiosità, volta unicamente alla ricerca del nuovo e dell’ incantevole.

Un secolo ed oltre, la pellicola (del regista ed illusionista francese Georges Méliès, ndr) viene proiettata – in versione restaurata – al Festival di Cannes 2011.

L’accompagnamento musicale all’evento è affidato agli AIR, affermato duo elettronico francese (Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel); da lì, poi la decisione di trasporre il lavoro in un disco.
Trentun minuti futuristi (Sonic Armada), maestosi (Seven Stars), sussurati (Who Am I Now?), stillanti (Cosmic Trip), soavi (Moon Fever).

Ideatori di un linguaggio electro-pop dal sapore notevolmente retrò, gli AIR si rivelano raffinati esegeti della ricongiunzione tra passato e futuro: essenzialità (si ricordi che Le voyage dans la Lune fu girato con mezzi rudimentali) e presa diretta (gli strumenti sono suonati live) appaiono i punti forza dell’Lp che si riserva – al pari del film – di essere una forma d’arte spontanea.

Approfondimento:

Cosa ne pensi?

People & Brands

Pubblicato in Musica