Marianna
3 febbraio 2012

L’ultimo spettacolo di Bogdanovich: la fine delle illusioni

Nel 1971 Peter Bogdanovich esce nelle sale con il suo secondo film, L’ultimo spettacolo, una storia amara di crescita e passaggio alla vita adulta, raccontata con lo stile elegante e delicato del regista.

Siamo nel texas degli anni ’50. Seguiamo la storia di Sonny (Timothy Bottoms) e dei suoi amici Duane (Jeff Bridges) e Jacy (Cybill Shepherd) al loro debutto cinematografico, oltre ad Ellen Burstyn in una delle sue prime interpretazioni, quella di Lois,  mamma di Jacy.
Sonny si trascina tra bravate con gli amici, una relazione con Ruth, moglie del suo allenatore di football, la passione nascosta per la ragazza Jacy. Tuttavia la morte di Sam, proprietario della sala da biliardo e del cinema del paese dove si riunivano, segna la fine di un’era fatta di divertimento e spensieratezza, ma anche di superficialità. Jacy, ammaliatrice e calcolatrice come la madre, fa sì che Sonny si comporti con Ruth senza riflettere sulle conseguenze. La minaccia della guerra in Corea, il progressivo spopolamento della città (ormai solo deserto e porte di legno che sbattoono al vento), la proiezione dell’ultimo spettacolo al cinema, sono il segno del cambiamento dei tempi, la fine di un’epoca di sogni e speranze giovanili. Ancora, la morte di un ragazzo innocente, sgretola definitivamente il mondo di Sonny, ormai disabitato.

L’ultimo spettacolo è messo in scena da una serie di personaggi che, in qualche mondo, cambiano davanti ai nostri occhi o sono cambiati. Sam racconta di come lui e Lois facessero il bagno nudi nel lago in un’epoca lontana dai dolori e dai compromessi della vita adulta; Duane è lo spaccone per antonomasia fino all’ultimo, ma poi si arruola e parte; Sonny affronta con leggerezza la relazione con Ruth che lo tratta sia come un uomo che come un bambino e poi, sopraffatto dalla morte dell’amico e dall’età adulta non trova niente di meglio da fare che tornare da colei che più ha fatto soffrire; Ruth si tuffa nel passato accettando la relazione con Sonny, tentando di provare quello che da adulta non prova più, di fuggire da una malattia sconosciuta, ma è un percorso che non porta a nulla di buono, solo illusioni; Jacy rinuncia, per educazione e carattere, alla spontaneità della giovinezza e per questo non proverà mai sentimenti reali.

Dicevo appunto la fine di un epoca, di un sogno e il passaggio alla vita adulta, narrata con un elegante bianco e nero e da un gruppo di attori, futuri divi in erba.

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Pubblicato in Cinema