Angelica
2 febbraio 2012

Edizione lancia un’OPA per comprare United Colors of Benetton

Edizione srl, la holding finanziaria della famiglia Benetton, ha lanciato un OPA a 4,6 Euro per azione.
Un OPA, Offerta di Pubblico Acquisto, non è un operazione di acquisto sul mercato ma un offerta ad un prezzo prestabilito alla quale il mercato può aderire o meno.

La famiglia Benetton vuole arrivare all’acquisto del 30% del flottante in circolazione ( la famigli ainfatti detiene il restante 70%) e la totalità di United Colors of Benetton.

L’offerta se parametrata agli ultimi dodici mesi non è un gran che, meno della quotazione di agosto mese in cui il titolo oscillava infatti tra i 4,2 e 4,7 Euro.

L’obbiettivo è il cosiddetto delisting, ovvero l’uscita dalle quotazioni di borsa.
Mossa necessaria per non essere soggette alle pazzie del mercato azionario che oggi più che un mercato sembra un luogo di sommesse, e per mettere ordine in un brand, forse il più famoso al mondo tra gli italiani, che ha visto nascere un concorrenza fortissima e di grande successo dai suoi vicini di casa spagnoli, con Zara, e svedesi, con H&M.

Un’adesione totale del mercato all’OPA farebbe sborsare ai Benetton 276 milioni di Euro, non tanti rispetto a quello che sembra valere l’azienda. Il titolo in ribasso ad oggi infatti non mette in conto tutti i bene patrimoniali che l’azienda ha in grembo. A Piazza Affari, infatti tutta la società capitalizza 700 milioni, ma sembra che solo il valore degli immobili sia stimato un miliardo di Euro.

Unicredit, Banca IMI e Mediobanca sono gli istituti di credito pronti a sostenere l’operazione.
Sarà la paura a far capitolare gli azionisti che per la maggior parte saranno in perdita? Infatti solo chi è un novello azionista potrebbe trovare l’Offerta interessante per gli altri ci sarà da raccogliere lacrime e sangue, come in molti altri casi da due anni a questa parte per chi ha investito in azioni.
L’unica salvezza pe gli azionisti sarà il rilancio, alzando il prezzo ad azione, nel caso il mercato rispondesse negativamente alla prima offerta.

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Pubblicato in Economia