Evitata la crisi di liquidità, i quattro anni più lunghi della vita di Draghi

Quelli della crisi sono stati i quattro anni piu’ lunghi della mia vita

Questa la frase più emblematica e personale di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, primo italiano nella storia a tenere una sessione plenaria in esclusiva.

E’ stato intervistato da Klaus Schwab, il capo Forum di Davos, un professore di economia tedesco fondatore dello stesso (1971), nel corso dei lavori del World Economic Forum (WFE).
Il World Economic Forum (WEF), ha sede in Svizzera e quartier generale a Ginevra, ed è un’organizzazione internazionale che periodicamente riunisce personalità politiche ed economiche mondiali per discutere e definire le politiche del futuro.

Grande onore e molta attenzione per Draghi e l’umanità delle sue forti parole. E così i padrone di casa introduce il celebre italiano:

L’Italia non esporta solo moda ma anche governatori centrali.

Praticamente a briglia libera ha tenuto un discorso con poca moderazione di Schwab che ha posto poche e brevi domande.

Parla del 2012 come un anno migliore per l’Europa, e la positività del presidente della BCE viene espresso con queste parole:

Di certo sappiamo di avere evitato un grande, grandissimo credit crunch e una più grave crisi dei finanziamenti. Ci sono parti dell’Europa in cui il credito è più o meno normale. Ma in altre il credito si contrae seriamente

Esprime la necessità di un consolidamento fiscale e considera gli spread un motore potente per le riforme dei governi. Parla della falsata percezione del rischio dopo il fallimento di Lehman Brothers e del fatto che tale percezione si esageri il rischio governativo.

Dichiara anche i dubbi dell’operato della BCE: 489 miliardi di euro di finanziamenti agevolati alle banche sono stati concessi per far ripartire la fiducia interbancaria che invece sembra avere un ritardo di risposta.
Solo 5 mesi fa l’Eurozona sembrava un altro pianeta, dice Draghi, sbalordito dai passi avanti fatti fino ad oggi.
Spiega come finalmente gli stati parte dell’Unione abbiano fatto un complicato passo verso un vera e propria unione fiscale e i progressi del Fiscal Compact, pur sottraendo sovranità nazionale, vengano ormai accettati anche se lentamente.
Il dibattito si conclude con u riassunto, come per ogni buon oratore e con uno scambio di battute tra Schwab che gli chiede:

Soddisfatto?

e Draghi che risponde

Soddisfatto forse è troppo

offrendo un sorriso.

Schwab chiude dicendo:

Siamo in buone mani

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