Alessandra Scafuri
27 gennaio 2012

Shoah, il premier Monti: “Stroncare rigurgiti di antisemitismo”

Roma- Al Quirinale, come in Italia e nel mondo, si ricordano le vittime dell’Olocausto, avvenuto ben 67 anni fa, quando le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz per torturare i prigionieri; il tempo non sembra aver sedato i frutti di quel sentimento xenofobo che spesso ritorna.

Ad aprire le celebrazioni di una giornata importante e molto significativa, ma che certo non deve esaurirsi in 24 ore, è il Presidente del Consiglio, Mario Monti, il quale annuncia che “in questo contesto, più che mai, occorre vigilare perché rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza non intacchino i nostri valori fondanti, vanificando lo sforzo che tutti insieme stiamo compiendo per consolidare la nostra convivenza civile“.

Il Presidente Napolitano quindi ha lanciato un messaggio forte alla platea di studenti, commuovendosi anche al ricordo del suo viaggio nella “capitale del terrore”, vent’anni fa, insieme a Giovanni Spadolini, in rappresentanza del Parlamento italiano.

La Shoah è stata una “tragedia dell’Europa“, per questo occorre sventare “ogni ricaduta nel nazionalismo, nella ricerca del nemico, nel rifiuto del diverso“.

Tutti dobbiamo ricordare questo giorno, un giorno che ha segnato il nostro destino democratico, denso di valori fondamentali. Il progetto dei Padri costituenti, la Costituzione italiana, è sicuramente frutto della volontà di rinnegare il trascorso fascista e totalitario, sancendo quegli irrinunciabili diritti della persona.

Il discorso del Capo dello Stato ha poi trattato la prospettiva europea: l’Europa è in primis “il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze.

Riprendendo le parole di Renzo Gattengna, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, “i negazionisti” si devono considerare “i nuovi fascisti“, in quanto non voler ammettere la verità e il dolore di quelle vittime può degenerare in una rinascita dei sentimenti razzisti e discriminatori, di qualunque epoca e di qualunque luogo.

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Pubblicato in Esteri, Politica